Assalto a Capitol Hill. Continua

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Per facilitare il ritono al potere di Trump, gli estremisti di destra ed i gruppi paramilitari, anche dopo l’assalto al Capitol, malgrado la repressione e le inchieste federali in atto, hanno continuato ad organizzarsi localmente ed a vessare i presunti nemici della repubblica in una campagna intimidatoria di tipo fascista.

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Di cosa parliamo in questo articolo

La svolta autoritaria

Intanto un Partito Repubblicano, per la maggior parte trumpiano, con l’obiettivo finale di aumentare l’influenza del mondo degli affari sulla politica, sta attuando una svolta autoritaria che tende a svuotare le istituzioni democratiche non piu’ con assalti scriteriati, ma con un assalto legislativo compiuto dagli stessi rappresentanti repubblicani eletti. Lo scopo è quello di manipolare la legislazione elettorale degli stati in bilico ed in questo contesto il 6 gennaio 2021, è visto da Trump e seguaci come una prova per le elezioni del 2024. In previsione delle quali si stanno approvando leggi statali che renderanno più difficile andare a votare alle classi più disagiate della popolazione e che cambieranno il sistema di conta dei voti. Inoltre, per garantire un risultato elettorale favorevole, si stanno ridefinendo, attraverso il cosiddetto  ‘gerrymandering’, le mappe dei distretti elettorali in modo da garantire maggioranze repubblicane. Infine si stanno eleggendo funzionari elettorali pronti a certificare risultati favorevoli, specie in stati in cui il vantaggio avverso e’ minimo.

Si tratta di un vero e proprio colpo di stato strisciante, di una rarefazione degli ideali costituzionali, di un assalto politico-elettorale senza precedenti. Un assalto che sta creando allarme nei media più autorevoli, tra i legislatori democratici e tra i fuoriusciti repubblicani. Un assalto che postula un unico modo democratico di contrasto: la creazione delle condizioni per una grande affluenza di votanti alle prossime elezioni ed il rendere inapplicabili per incostituzionalita’ le leggi elettorali che gli stati repubblicani si sono affrettati ad emettere. Per questo è stato redatto il ‘Voting Right Act’ che, approvato dalla Camera dei Rappresentanti, è in attesa di approdare al Senato.

“Filibuster’

Qui è in corso una battaglia per l’abolizione della norma ostruzionistica detta ‘filibuster‘ che ne ostacolerebbe l’approvazione. A questa abolizione si oppongono tutti i Senatori Repubblicani come sempre compatti, ed anche due Senatori Democratici, Sinema e Manchin, a conferma  delle continue divisioni della sinistra. Essi si oppongono in nome di un mitico bipartitismo che nell’America trumpiana non esiste più e senza considerare che un cavillo procedurale superato da una sopravvenuta situazione di precarietà istituzionale, non può essere ritenuto più importante del diritto al voto.

Un diritto essenziale per la tenuta democratica di una nazione, senza il quale vi può essere solo nihilismo e tutti gli ismi più negativi, incluso, nel caso dell’America, il trumpismo. Inoltre senza di esso non sara’ possibile cambiare la composizione della Corte Suprema che attualmente, con una maggioranza di giudici conservatori, è più rappresentativa di una teocrazia che di una democrazia. Ed è interessante notare che essa  è stata resa tale prima da Bush Jr. e dopo da Trump; cioè da due Presidenti eletti senza la maggioranza del voto popolare: Per inciso un voto che essendo esteso a tutta la nazione, è essenziale per stabilire il gradimento universale di un candidato.

In America invece ci si affida alla sommatoria dei risultati dei collegi elettorali che, essendo parzializzata e spesso stravolta dal ‘gerrymandering’, non e’ veramente rappresentativa della totalita’ degli elettori. Ma questo anacronismo del sistema elettorale americano è sancito dalla Costituzione ed è sopravvissuto per 250 anni divenendo una consuetudine difficile, se non impossibile, da emendare.Il terzo lunedì di gennaio ricorre il ‘Martin Luther King Day’ e gli americani, dovrebbero celebrare il loro più grande avvocato dei diritti civili ricordando le sue parole, specie le più essenziali come queste: “Il voto è il più potente strumento mai inventato dagli esseri umani per contrastare l’ingiustizia e distruggere i terribili muri che imprigionano la gente per la loro diversità rispetto agli altri. “Ed e’ l’unica arma a disposizione del Partito Democratico per contrastare la deriva autoritaria dell’America suprematista trumpiana.

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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