COPERTINA INSIDEMAGAZINE 51

Domenico Rolando Astone e “La Tempesta” di William Shakespeare: una Compagnia che ha stregato la Florida

Maggio 25, 2026
4 mins read

La Tempesta di William Shakespeare approda al Teatro Anfitrione di Roma con una riscrittura d’autore diretta da Domenico Rolando Astone, intervistato per l’occasione da InsideMagazine.

A portare in scena La Tempesta è una Compagnia che ha fatto incetta di premi, dalla Florida all’India, e che ha scelto di portare le opere del Bardo in giro per il mondo rigorosamente in lingua italiana.

Il sodalizio artistico è quello tra Domenico Rolando Astone e Daniele Scattina, un’unione che vede i due scambiarsi i ruoli di regista e attore con la fluidità dei grandi maestri (come nel loro rodato “Clan Macbeth”, pluripremiato al Venice Theatre in Florida).

“La Tempesta” di Domenico Rolando Astone

Una messa in scena che coniuga rigore filologico e slancio contemporaneo, fedele alla visione shakespeariana pur nella libertà di un linguaggio teatrale radicalmente moderno.

“Le strade che portano al successo sono lastricate dall’inferno.”

Domenico Rolando Astone

Il sodalizio tra Astone e Scattina – già protagonisti del pluriennale Clan Macbeth – si rinnova con un’inversione dei ruoli creativi: in questa produzione è Astone a firmare la regia (interpretando il marinaio Stefano), mentre Scattina si appropria del palcoscenico nei panni di Prospero.

Un gioco di specchi tra due artisti che si conoscono nel profondo e che trasformano ogni scambio di funzione in occasione di rinnovamento espressivo.

La Tempesta Domenico Rolando Astone

La lettura di Astone scardina la visione consolatoria della commedia. Il Prospero di Scattina non è il saggio mago del lieto fine: è un uomo che attraversa l’inferno della propria ambiguità morale per riconquistare il potere.

Cresciuto con la scuola teatrale di Carmelo Bene e Rino Bernini, Daniele Scattina porta in scena una recitazione densa e vibrante, capace di abitare il silenzio con la stessa forza della parola.

La vittoria finale ha il sapore amaro della restaurazione, ottenuta attraverso manipolazioni, magia e percorsi non sempre onesti. La cattiveria umana non scompare nel finale, si traveste da trionfo.

Il Cast de “La Tempesta

Ad affiancare Scattina sul palco ci sono altri sette attori, ciascuno con una precisa e calibrata funzione drammaturgica.

La Tempesta foto di scena 1

Federica Gugliandolo dà vita a una Miranda precisa e puntuale, mentre la scelta di affidare il personaggio di Ferdinando all’attrice Noa Persiani non è un esercizio di stile: è un omaggio alla modernità intrinseca delle figure femminili shakespeariane, dotate di una forza straordinaria in un mondo che non riconosceva loro alcuno spazio.

Il ruolo del narratore è affidato a Rita Gianini, in una versione rivista rispetto alla tradizione. Completano la compagnia Marco di Campli San Vito (Calibano), Claudio Piano (Trinculo), lo stesso Domenico Rolando Astone nel ruolo del marinaio Stefano e Francesca Di Meglio nei panni di Ariel.

I personaggi dei marinai, Stefano, Trinculo, Calibano, sono in questa particolare scrittura scenica i protagonisti di un contrasto perenne tra poesia (l’innocenza fanciullesca e sognatrice di Miranda, e l’amore tra lei e Ferdinando), magia (Prospero e Ariel, nonché l’isola stessa) e comicità dell’improbabile trio, con sfumature eccentriche che richiamano la Commedia dell’Arte.

Non più personaggi secondari quindi, ma veri e propri co-protagonisti degli eventi capaci di trasmettere gli eccessi umorali del momento, tra frustrazione e sopraffazione, paura e opportunismo.

La Tempesta di Domenico Rolando Astone e Daniele Scattina

Il testo teatrale di Daniele Scattina

La riduzione testuale – curata da Scattina stesso – porta lo spettacolo a una durata di circa 80 minuti, frutto di una riflessione profonda sulla modernità.

Se nel teatro elisabettiano il pubblico era distratto e il ritmo narrativo si distendeva nel caos vivace del Globe Theatre, oggi la soglia dell’attenzione ha mutato la grammatica della scena.

Tagliare Shakespeare non è un’eresia: è distillare. Come lo stesso Astone riconosce, il Bardo oggi riscriverebbe in modo più sintetico, eliminando le ridondanze per tenere intatto il nervo dell’opera.

«Si tratta di una riflessione profonda sulla contemporaneità; Shakespeare, autore modernissimo e attento ai tempi, oggi scriverebbe drammi serrati, privi di ridondanze.»

Il risultato è una riscrittura d’autore, essenziale nella forma, inesauribile nella profondità.

La Tempesta di Domenico Rolando Astone

La drammaturgia musicale abbandona ogni etichetta di genere: la colonna sonora spazia dal classico al rock, dal pop all’elettronico, alla ricerca di un “impasto” che entri in risonanza con le immagini sceniche e amplifichi la dimensione emotiva di ogni scambio.

Un palco caravaggesco

Una raffinata “drammaturgia del vuoto“, così come la definisce il regista: la scenografia si annulla nel nero assoluto, un’oscurità densa e primordiale che richiama il chiaroscuro di Caravaggio.

In questo contesto, la luce non serve a illuminare, ma ad estrarre l’emozione dal nulla, scolpire i corpi e le voci affinché emergano come epifanie dal buio.

È un minimalismo viscerale che sposta il baricentro dell’opera dall’apparato scenico esteriore alla profondità abissale dell’anima.

«La scenografia è il nero. Dal nero facciamo spuntare la vita, facciamo spuntare le storie, facciamo l’anima, facciamo spuntare le emozioni. Devono prendere la luce uscendo dal nero», prosegue Astone.

Domenico rolando Astone e Daniele Scattina 1

Domenico Rolando Astone: trovare la bellezza nella perenne insoddisfazione

Domenico Rolando Astone incarna il tormento del direttore di scena che si mette perennemente in discussione, alla ricerca strenua della perfezione che mai si raggiunge: «Cerco in modo ossessivo la verità, e quindi non sono mai soddisfatto del risultato ottenuto con uno spettacolo, anche se il pubblico ci ha visto solo meraviglia! Ritengo che questo “conflitto” tra la percezione dell’autore e l’applauso della platea sia l’essenza stessa del fare arte» conclude il regista.

“Lo spettacolo migliore è quello che ha da venire, sempre. Ogni volta che faccio uno spettacolo non mi piace, lo rifarei di nuovo daccapo. Forse il pubblico non si è accorto di tutti gli errori che ho visto io, ma è questo che mi spinge ad andare avanti.”

Domenico Rolando Astone


Informazioni

  • LA TEMPESTA, dall’opera di William Shakespeare
  • Teatro Anfitrione, via di San Saba 24 – Roma
  • Da mercoledì 3 a sabato 6 giugno 2026
  • Orari: mercoledì/giovedì/venerdì alle 20:30 – sabato alle 17:30
  • Info e Prenotazioni: www.teatroanfitrione.it | tel. 06 5750827 ; 328 8745880
Virginia Rifilato

Giornalista del Quotidiano La Voce e Direttrice de Il Circolo del Golf, è collaboratrice di InsideMagazine dal 2020

-

Laureata in Lettere con la specializzazione in Editoria e Giornalismo presso l'Università degli Studi Roma Tre, e diplomata anche presso la Scuola di Scrittura Omero, Virginia Rifilato è una giornalista di grande talento e esperienza, con una solida carriera nel campo del giornalismo e delle collaborazioni con importanti media nazionali come La Repubblica, come editor nell'industria cinematografica e televisiva per importanti canali satellitari e terrestri come Sky e Tim Vision, e collaboratrice di alcune emittenti radiofoniche di spicco, tra cui Radio 3 e Dimensione Suono Roma.

-

All'interno del magazine InsideMagazine, Virginia ha il compito di curare le interviste di punta, offrendo ai lettori un'esperienza avvincente e coinvolgente. La sua passione per la scrittura e la sua capacità di raccontare storie affascinanti, oltre alla sua abilità nel creare domande incisive e nel catturare l'essenza delle personalità intervistate, la rende una risorsa di grande valore per la redazione.

Latest from Blog

TUTTI I TEMI DALLA A ALLA Z
Go toTop