Il 30 e 31 ottobre il Teatro IF di Roma alza il sipario su Il cielo era azzurro, intenso monologo di teatro civile scritto e diretto da Mariella Pizziconi.
In scena con un baule (oggetto che si presta pregevolmente alle molte sfaccettature e punti di vista di questo spettacolo), Stefania Ranieri diventa 6 diversi personaggi, uomini e donne, alternando piccoli grandi dettagli: un cappello, un libro, un gesto simbolico.

Li abbiamo incontrati attraverso la sua voce, tra ricordi di famiglia, passione per il teatro e un prezioso video d’archivio.
Il legame professionale con Mariella Pizziconi nasce nel 2019, e tra gli spettacoli interpretati da Ranieri ricordiamo Tutte giù per terra e Spiaggia libera.
Il cielo era azzurro: il 19 luglio 1943
La regia e il testo sono di Mariella Pizziconi, che dedica lo spettacolo alla sua famiglia e al quartiere Prenestino.
Il racconto è popolare e in gran parte in romanesco. Al centro c’è Nina, unico personaggio di fantasia, una madre che perde i suoi figli sotto le bombe.
Tutti gli altri nascono da testimonianze reali e da ricordi di famiglia.
Il progetto viene da lontano, ma le guerre di questi anni lo hanno reso di nuovo urgente.
Le note di regia ne chiariscono lo spirito: “Si vuole raccontare il dramma della guerra e del dolore della morte evitando stereotipi eroici, affidando la narrazione a persone comuni attraverso le loro reali testimonianze”.
Un baule, le luci e un cameo di Anna Magnani
La scena è scarna, quasi spoglia. Al centro c’è un baule militare originale della Seconda Guerra Mondiale, con ancora un lembo di etichetta strappata. Da lì escono gli accessori con cui l’attrice cambia pelle davanti al pubblico.

Ogni personaggio si riconosce da un dettaglio:
- il soldato, con il cappello da alpino
- l’uomo che racconta i Castelli, con un libro in mano
- le donne del Prenestino, ciascuna con un solo accessorio
- la bambina che ricorda il bombardamento
- la regista, che prende vita in un finale inaspettato
Le luci sono protagoniste, e un video con immagini d’archivio e audio storici accompagna il salto fino ai giorni nostri.
In una scena compare perfino Anna Magnani, in un cameo video che dialoga con l’attrice sul palco.
Intervista a Stefania Ranieri: Il cielo era azzurro

Come nasce lo spettacolo?
«Nasce dal corto teatrale Nina, uno spettacolo breve. Ne esistono una versione da 5 minuti e una da 15. Dal 2021 lo portiamo in varie rassegne e ha sempre vinto qualcosa. Piace molto ai giovani, quindi abbiamo pensato a un’evoluzione. Oggi è un monologo lungo, sempre a una voce, che dura circa 60 minuti.»
Chi è Nina?
«È una donna del popolo che vive a San Lorenzo con 4 figli piccoli. Il marito è in guerra, quindi deve cavarsela da sola guadagnando quel che basta facendo iniezioni e cucendo. Nonostante tutto, è una donna che resta innamorata della vita.
Ed è il filo conduttore dello spettacolo, anche se a un certo punto lascia spazio agli altri…»
E gli altri personaggi?
«Fanno parte della vita di Mariella Pizziconi e della sua famiglia. Le donne nascono dalle interviste che lei ha raccolto studiando il bombardamento. Alcune frasi nel copione sono tra virgolette, perché riportate esattamente come furono pronunciate dai protagonisti.»

Perché questo titolo, Il cielo era azzurro?
«Perché il 19 luglio 1943 era una giornata caldissima e limpida. Quel cielo era stato molto atteso: i piloti dovevano avere una visibilità perfetta. I romani, invece, andavano al mare a Ostia e le madri portavano i bambini.
Lo spettacolo parte proprio dal giorno prima, il 18 luglio. Nella notte arrivano i volantini che avvertono del bombardamento. Nessuno ci crede, perché Roma si considerava inattaccabile grazie alla presenza del Papa.
Per molti romani quello fu il primo grande tradimento.»
Come si interpretano 6 personaggi da sola?
«Indosso un abito neutro e cambio personaggio con un accessorio. Tutto avviene a vista, senza scenografia. Dal baule escono gli elementi, e alla fine il baule si richiude. C’è anche un servo di scena in costume d’epoca, che aiuta e fa da raccordo, come il coro nel teatro classico.»
Parliamo del video e del cameo con Anna Magnani
«Il video è un montaggio di immagini di repertorio, che ci porta dalla liberazione di Roma a oggi. Io esco di scena mentre scorre. Poi rientro dal pubblico, in un ruolo moderno che non svelo!
Nel cameo, invece, Anna Magnani recita davvero dietro di me, mentre io recito sul palco. Negli anni il mio stile è stato accostato al suo. Mi imbarazza un po’ questo paragone, ma sentirla alle mie spalle è una presenza bellissima.»
Che cosa può raccontare oggi questo spettacolo?
«Il messaggio della regista è di pace. Io non amo imporre messaggi: il pubblico prende ciò che vuole. Mi interessa che i giovani lo apprezzino, perché è storia. La storia si può insegnare anche attraverso il teatro.
Dopo il corto, tanti ragazzi si sono avvicinati incuriositi; molti non sanno nemmeno che quel bombardamento fu opera di chi sarebbe diventato nostro alleato, ovvero gli americani.
Cerchiamo di raccontarlo in modo leggero, anche se qualche lacrima scende.»

C’è un legame personale con questa storia?
«Vengo da una famiglia di trasteverini, cresciuta tra racconti di guerra. Mia madre vide il bombardamento di San Lorenzo dal Gianicolo. Le mie zie cucivano per le sorelle Fontana e barattavano il lavoro con il pane. Lo dividevano con gli altri abitanti di Trastevere.
Anche Mariella Pizziconi aveva due zie, quindi abbiamo ritrovato molte cose in comune.»
Parliamo dei tuoi recenti lavori a teatro. Hai scritto e interpretato, due anni fa, Colpevoli conseguenze, ispirandoti ai drammi degli imprenditori travolti dai debiti e spezzati dall’usura. Proprio negli ultimi giorni, invece, sei tornata a due grandi personaggi della storia, raccontati in modo originale…
«Sì, il mio ultimo lavoro è La colpa di avere ragione, su San Francesco e Pasolini: si tratta di un processo ai messaggi, non alle persone. Uno spettacolo che ha registrato ben sette sold out.»
Tornando a Il cielo era azzurro, dove vi vedremo dopo il Teatro IF di Roma?
«Il 29 novembre saremo a Marino e a marzo di nuovo a Roma ma al Teatro Porta Portese. Tutte occasioni nate dalla vittoria del nostro progetto al Festival Teatramm’.
Speriamo che anche questo spettacolo lasci qualche seme e curiosità, oltre ad un retaggio importante, a chi verrà a vederlo»
Informazioni
- Spettacolo: Il cielo era azzurro (quel 19 luglio del ‘43 a Roma)
- Testo e Regia: Mariella Pizziconi
- Interprete: Stefania Ranieri
- Dove: Teatro IF, via Nomentana 1018 – Roma
- Quando: venerdì 30 e sabato 31 ottobre alle 21
- Prossime date: 29 novembre a Marino, a marzo al Teatro Porta Portese
- Info e prenotazioni: prenotazioni@teatroif.it / 342.6864372










