Da Carosello a Netflix, l’evoluzione dal tubo catodico alla TV on demand

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Di Ileana Barone –

In principio era “Carosello”, poi venne l’era dei programmi di intrattenimento in prima serata di Corrado, Pippo Baudo e Mike Bongiorno, poi fu la volta delle soap opera pomeridiane e, in un passato più recente e mai abbandonato, il turno dei quiz a premi (certo faceva più effetto la domanda “chi vuol essere miliardario?” rispetto a “chi vuol essere milionario?”).

Oggi il panorama dell’intrattenimento sul piccolo schermo è notevolmente cambiato se non stravolto. Le nuove tecnologie stanno modificando le abitudini televisive degli italiani. Lo sviluppo di internet e delle infrastrutture ha portato TV e radio a evolversi verso una nuova dimensione digitale. Il risultato della digitalizzazione comporta la possibilità per gli utenti di fruire di nuovi e variegati contenuti multimediali.

Basta guardarsi intorno per rendersi conto che oggi siamo tutti collegati a internet e che con un click da telefono o tablet possiamo, non solo rimanere in contatto con amici e parenti lontani, ma anche vedere video e film in streaming, effettuare pagamenti, controllare le ultime notizie.

La tv tradizionale si è trasformata in una Smart Tv. In cosa è diversa da un vecchio 21 pollici a tubo catodico? Semplice: accendendo una smart tv possiamo accedere ad una infinità di servizi multimediali, tra cui film in anteprima, una vastità di serie TV e centinaia di documentari comodamente seduti sul divano di casa.

Il mondo dello streaming si divide in live streaming e streaming on demand. Il live streaming è una diretta video di un evento in tempo reale ed è quello a cui probabilmente siamo più abituati anche perché i social network, come ad esempio Facebook ed Instagram, hanno implementato questa funzione già da diversi anni. Lo streaming on demand, dal canto suo, non ci appare come una novità. Basta ricordare gli albori dei primi canali a pagamento quali Tele+ e Stream risalenti ai primi anni ’90, fino ad arrivare ai giorni nostri con Sky, nei fatti praticamente monopolista del settore a livello globale.

Il 2020 è stato l’anno del definitivo boom per quanto riguarda lo streaming on demand. In Italia, Netflix e Amazon Prime Video, sono le due piattaforme di streaming che hanno registrato i maggiori incrementi nel numero degli utenti.

E’ evidente che l’obbligo a rimanere in casa, imposto dal lockdown, ha generato numeri spaventosi rispetto a solo un anno fa. Da una ricerca di “Sensemakers si evince un aumento di contenuti video disponibili online superiore di oltre il 110% nei mesi centrali del 2020 rispetto agli stessi del 2019 e un +47% di tempo trascorso in streaming da parte degli utenti rispetto al 2019.

Il trend attuale dimostra quindi come tale modalità di fruizione dei contenuti sia stata interiorizzata nelle abitudini quotidiane delle persone. Se questo andamento sia stato solo frutto di fattori contingenti lo scopriremo nei prossimi mesi ma da quanto possiamo percepire, questa modalità di intrattenimento, più personalizzabile rispetto alla TV generalista, sembra aver marcato un percorso ben definito nelle abitudini di vita dei consumatori.

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