eCommerce e pandemia: analisi degli acquisti online in Italia

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di Giacomo Torresi –

Rimanete a casa”, “state a casa”, “uscite solo per comprovati motivi urgenti”. Per settimane abbiamo sentito queste raccomandazioni e noi le abbiamo rispettate (quasi tutti). Siamo rimasti a casa. Ma, confinati nelle nostre quattro mura domestiche, come abbiamo fatto i nostri acquisti? Online, facile.

La pandemia ha sicuramente prodotto un’impennata nella mole di acquisti online, generando un elevato flusso di transazioni telematiche, ma a distanza di 8 mesi dall’inizio dell’emergenza Covid, quali sono i numeri reali?

Uno studio dell’Osservatorio eCommerce B2C, giunto alla ventunesima edizione, presentato durante il convegno promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm intitolato “eCommerce B2C: la chiave per ripartire” ha mostrato dei numeri interessanti e per certi aspetti inattesi.

Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2C, dichiara: “Gli acquisti online nel 2020 valgono 30,6 miliardi di euro, -3% rispetto al 2019 e, anche nel nostro Paese, questo risultato è frutto di dinamiche differenti. Da un lato gli acquisti di prodotto crescono di 5,5 miliardi di euro rispetto al 2019 (l’incremento annuo più alto di sempre) e raggiungono i 23,4 miliardi di euro. Dall’altro lato gli acquisti di servizi, in forte crisi per via dell’andamento del settore turismo e trasporti, scendono a 7,2 miliardi di euro (-47% rispetto al 2019)“.

Nel 2020, tra i prodotti, i settori più maturi crescono con un tasso sostenuto ma sotto la media di mercato: informatica ed elettronica di consumo valgono online 6,2 miliardi di euro (+20%), l’abbigliamento 3,9 miliardi (+22%) e l’editoria 1,2 miliardi (+18%). I comparti emergenti registrano invece ottimi risultati con ritmi di crescita molto più alti: in particolare il Food & Grocery genera 2,7 miliardi di euro (+70% rispetto al 2019) e l’arredamento & home living 2,4 miliardi (+32%). In valore assoluto sono tre i comparti che contribuiscono maggiormente alla crescita: dei 5,5 miliardi di euro di incremento totale, 1,1 miliardi sono realizzati dal Food & Grocery, 1 miliardo dall’informatica ed elettronica di consumo e 700 milioni dall’abbigliamento.

Nei servizi, il settore turismo e trasporti subisce un importante arresto. La diffusione del Covid19 nel nostro Paese e il conseguente lockdown hanno danneggiato fortemente il settore, che registra una decrescita del -56% e precipita a un valore di 4,8 miliardi di euro. Particolarmente critica la situazione nel ticketing: le norme governative hanno infatti vietato per mesi gli eventi dal vivo (concerti, mostre, spettacoli) e ad oggi ci sono ancora significative limitazioni.

In questi primi 10 mesi, nella sola componente di prodotto, l’incidenza dell’eCommerce B2C sul totale vendite retail, passa dal 6% all’8% (+2 punti percentuali rispetto al 2019). Un “salto evolutivo” che generalmente era possibile rilevare in almeno 2 anni.

Alla luce di questi dati è evidente come l’eCommerce abbia svolto un ruolo determinante nella riprogettazione delle strategie di vendita e di interazione con i consumatori per fronteggiare la crisi del settore retail post-pandemia.

Altro dato non marginale è quello riferito al mezzo attraverso il quale sono stati effettuati gli acquisti. Durante il lockdown, l’eCommerce B2C da smartphone sfiora i 15,7 miliardi di euro, con un incremento del +22% rispetto al 2019: il 51% degli acquisti eCommerce B2C è ormai realizzato attraverso questo dispositivo. Se è evidente che la pandemia ha prodotto enormi perdite in molti settori del commercio, è altresì importante soffermarci sugli aspetti positivi che hanno accelerato la crescita di infrastrutture, tecniche di marketing e utilizzo di tecnologie 3.0, utili per poter affrontare i prossimi mesi in un contesto globale sempre più incerto.

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