Al Vicolo di Milano un ciclo di mostre per parlare del Climate Change

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di Ileana Barone –

Negli ultimi anni il dibattito sul cambiamento climatico in atto e sulle ripercussioni che lo sfruttamento del pianeta potrebbe avere ha avuto un enorme riscontro nei media, grazie anche alle battaglie portate avanti dai giovani e tra tutti da Greta Thunberg.

L’arrivo della pandemia ha però spostato l’attenzione monopolizzando quasi del tutto il dibattito e le iniziative culturali.

Proprio per questo la Galleria d’Arte Il Vicolo di Milano ha deciso di iniziare il nuovo anno con un ciclo di appuntamenti dal titolo ‘Rewild’, a cura di The Curators Milan, un gruppo di giovani artisti composto da Tomaso Cariboni, Lucia Emanuela Curzi, Frankie Caradonna, Dario Spinelli e Stefano Gagliardi.

Il progetto, che durerà un anno, vuole raccontare una storia suddivisa in sei capitoli tramite altrettante installazioni artistiche, ognuna delle quali affronterà il tema del cambiamento climatico creando una propria sintesi estetica fra composizione figurativa e plastica e digital art.

L’operazione cambierà momentaneamente l’identità del luogo, trasformando la galleria in una TAAZ – Temporary Autonomous Artistic Zone – ovvero uno spazio di riflessione collettiva e di realizzazione di progetti che comprendono design, nuove tecnologie, arte e la sostenibilità ambientale.

Raccontando il progetto gli organizzatori dicono che: “L’installazione diventa così un dialogo tra l’opera fisica di Bomben e una scultura 3D, tra reale e virtuale, mostrando la visione intermittente di un’evanescenza da fruire non solo attraverso la vista ma anche i suoni. Una vera e propria esperienza immersiva e sinestetica da esperire con tutti i sensi, che vuole provocare un corto circuito, un cambio di prospettiva che attraverso l’empatia può portare a un cambiamento epocale”.

Il primo progetto, in mostra dal 19 gennaio al 13 febbraio, è dell’artista Ludovico Bomben e tratterà di diatomee in ‘Rewild, Prologue: Diatoms in the multiverse’. Si tratta di organismi unicellulari unici, fitoplancton alla base della catena alimentare della fauna marina capaci, come le piante, di assorbire anidride carbonica e restituire ossigeno, ripulendo del 50% l’aria che respiriamo. Eppure la loro sopravvivenza, necessaria per l’equilibrio biochimico del pianeta, è minacciata dall’acidificazione e dal surriscaldamento degli oceani con potenziale conseguenze catastrofiche per l’essere umano. Alla Galleria sarà esposta Dardo, una scultura in ferro che rappresenta una freccia tesa in equilibrio che punta verso l’ologramma di una Diatomea, rivelandone tanto la fragile microscopica presenza quanto la determinante importanza. L’installazione diventa così un dialogo tra l’opera fisica di Bomben e una scultura 3D, tra reale e virtuale, mostrando la visione intermittente di un’evanescenza da fruire non solo attraverso la vista ma anche i suoni.

Per vedere le meravigliose foto e i video basta cliccare sul link https://thecuratorsmilan.com/

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