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Quanto costa l’invisibilità? I “magici” segreti del branding

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Il mago, consulente e formatore Walter Klinkon in questa intervista COACHINACTION rivela i segreti per uscire dall’invisibilità e costruire un personal branding di successo. Dal suo inizio come animatore turistico alla consacrazione sul palco del TEDx, Klinkon condivide la sua esperienza, i suoi successi e le sue sfide, offrendo spunti e consigli preziosi per chi desidera migliorare la propria immagine professionale e personale. Non perdere neanche una parola di questa intervista esclusiva e scopri come la magia può ispirare e motivare le persone a raggiungere i loro obiettivi.

La magia come strumento per ispirare e motivare le persone

Bocciato in seconda media, vive la scuola come una prigione. Decide di non iscriversi alle superiori e va a lavorare con il padre in macelleria. Nel 2003 inizia il suo cambiamento, lascia quello che era un lavoro tradizionale per andare a fare l’animatore turistico. Capisce che il palco è la sua vita. Approfondisce la PNL con Claudio Belotti e impara l’arte dell’illusionismo con i mostri sacri della magia, da Silvan a Raul Cremona.

Studia teatro dal grande Dario Fo e diventa allievo di Paolo Nani. Sale due volte sul disco rosso del TEDx e partecipa riscuotendo un buon successo a “Tu si que vales” con il numero di magia “Il filo della bella vita”. Ha l’onore di esibirsi in uno spettacolo formativo per Treccani Editalia davanti all’ex ministro della cultura Bray, il quale si complimenta con lui, mettendo subito in pratica i suoi insegnamenti.

Vive emozioni uniche, come una standing ovation con 1000 persone in piedi al Palacongressi di Riccione. E’ autore del libro Al di là dei trucchi” e co-autore del “Web Marketing – il Manuale”. Durante la pandemia crea il “Webinar Lunch”, un format con ben 199 interviste che gli permette di raccogliere oltre 12.000€ che vengono donati in beneficenza a tre associazioni. Da quest’iniziativa nasce un progetto molto importante, “Magia & Mirabilie”, in cui insegna ai bambini dei reparti di oncologia a diventare dei veri maghi, migliorando il loro quadro clinico.

Chi è? E’ Walter Klinkon, e oggi aiuta professionisti a presentarsi in modo impattante e a costruire il loro Personal Branding.

CoachInAction. L’intervista a Walter Klinkon

Cosa rappresenta il termine “Coaching” per te e in che modo oggi stai condividendo la sua potenzialità col mondo?

Quando penso alla parola Coach mi viene in mente il treno: la prima carrozza che traina tutto il resto e si prende carico di condurre a destinazione quelli che hanno creduto in lei. Ci sono vari tipi di carrozze, di treni regionali, interregionali o frecce, bianche e rosse; ognuna ha un prezzo diverso, ognuna ha i suoi tempi. Il mio approccio è pragmatico, io dico ai miei clienti cosa devono fare per ottenere quello che desiderano senza perdere tempo.

NANA KOROBI, YA OKI (“Cadi sette volte, rialzati otto”) è una filosofia giapponese che ho ritrovato con piacere all’apertura di www.walterklinkon.it  Secondo te oggi c’è più bisogno di imparare a cadere o a rialzarci? 

Cadere, cadere e ancora cadere. Non dobbiamo imparare a rialzarci, perché ce l’abbiamo già scritto nel DNA, il problema è che nessuno ci insegna a cadere. Ci fanno vivere i fallimenti come la cosa peggiore che ci possa capitare, mentre sono proprio quei fallimenti che ci hanno permesso di essere dove siamo oggi.

La scuola ha certamente molte colpe nella diffusione di questa mentalità ma è una disciplina, ciò che manca in questa società in cui le persone fanno quello che vogliono.

Che cosa ti stupisce ancora oggi?

Quanta ignoranza c’è ancora. Abbiamo una tecnologia che va a 5G per cervelli che vanno in retromarcia.

Nell’accezione positiva, invece, mi stupisce quante persone come te sono pronte a mettersi a disposizione per migliorare la vita di chi oggi ha le potenzialità per emergere ma rimane incastrato in trappole invisibili.

Sono convinto che quando consapevolizziamo le nostre credenze limitanti stiamo già migliorando la nostra vita. E’ giusto chiamarle credenze o sono le convinzioni a limitarci? C’è differenza?

C’è una grandissima differenza. Analizzando l’etimologia delle due parole, scopriamo che credenza deriva da credere, cioè aver fede. Credere è soggettivo, perché non si ha una prova reale e tangibile a supporto di quel che si pensa.  Al contrario, convinzione deriva da con-vincere, abbiamo un dato oggettivo che attesta che la vittoria è avvenuta. Dunque, sono le credenze ad essere depotenzianti in quanto si basano su dati soggettivi e su pensieri “convenienti”.

Ti definisci cintura nera di Tedx. In che modo è possibile raggiungere un livello di consapevolezza così esponenziale attraverso il Coaching con te?

Facendo. Sono promotore del F.A.R.E.:

F di Fiducia, se non ce l’hai in te stessa/o perché qualcuno dovrebbe averla in te? Sii il primo ad avere il coraggio di sbagliare, fallire e rialzarsi più forte di prima. Per farlo ci vuole la A di Azione. Tutti pensano che bisogna avere una motivazione per fare qualcosa, invece è il contrario. Motivazione deriva da Motus, moto, cioè azione: solo facendo un’azione puoi scoprire il tuo talento e successivamente il tuo scopo. La R sta per Risultati, perché, come diceva il Lord William Thomson Kelvin, “Se non si può misurare qualcosa, non si può migliorarla.”

Finisco con la E di Emozioni. Se ciò che fai non emoziona te e chi ti sta intorno, è tempo buttato.

Quando vogliamo approfondire una conoscenza a volte si chiede “Chi sei? Mi parli di te?” e la risposta dell’interlocutore è spesso focalizzata su “Cosa fa e quando lo fa…” e non su “Chi è”. Sbagliamo a fare domande?

Scambiano il lavoro con il chi siamo, ci identifichiamo con la professione e non con l’anima. Ciò che si fa spesso ha a che fare con l’ambiente che frequentiamo, mentre ciò che si è è la somma tra le nostre convinzioni e le credenze, ossia i nostri valori.
Quando mi chiedono di parlare di me, dovrei dire per prima cosa qual è il mio sogno e cosa sto facendo per realizzarlo.  Abbiamo paura di esprimere le nostre emozioni per la sindrome dell’impostore, la bassa autostima e la paura del giudizio altrui.

L’inizio della tua visibilità professionale è data dall’utilizzo della magia come strumento di condivisione oppure sei stato tu lo strumento magico? 

Entrambi credo. È stato un mix…”magico”. Avevo un talento nascosto, quello di saper stare in mezzo alla gente ed intrattenerla. Mi mancava l’astuzia del professionista, e quella è arrivata con l’esperienza. La magia, invece, è stato il pretesto per alzare sempre di più i miei limiti. Mai avrei pensato di scrivere libri, andare in Tv, partecipare ai TEDx e sentirmi dire grazie per aver cambiato la vita di tante persone.

Cosa rappresenta al giorno d’oggi l’invisibilità?

La mancanza di Personal Branding, cioè il passare inosservato, e non prendersi dei rischi per emergere dalla massa. Il Personal Branding non è altro che la forma della nostra anima messa in mostra tramite il marketing.

In Italia siamo ancora indietro anni luce su questi argomenti. Ti faccio un esempio, ad un evento mattutino chiedo a degli imprenditori quanto sia importante per loro sapersi presentare bene, tutti rispondono 10 ma solo 2 vengono a chiedermi informazioni. Siamo bravi a raccontarcela, ma non a raccontarla.

Il costo dell’invisibilità ha influenza anche nella vita personale o è solo un “prezzo da pagare” in ambito professionale?

La visibilità è un’arma a doppio taglio, tanto può darti e tanto può toglierti. Non credo che tutti debbano essere visibili, ma se uno sceglie un mestiere dove la presenza è importante, se non lavora sulla sua immagine rimarrà in disparte a lamentarsi della Meloni o di Veltroni.

Credo che nella condivisione di valori l’esempio sia ancora tra i migliori alleati e quindi vorrei chiederti se condividi con i lettori un momento in cui sei andato OLTRE le tue aspettative dopo una tua presentazione e come ti eri preparato per andare oltre?

Bisogna aver coraggio. Quando andai al primo TEDxTrento nel 2014 ero tranquillo fino alla fine delle prove, poi inspiegabilmente il filo si ingrippò su se stesso e il numero di magia non riuscì. La domanda del mio Speaker Coach, “Non succederà mica domenica?”, mi destabilizzò. Da quel momento in poi, come in Inception, si installò in me l’idea che potesse ricapitare. Feci tre spettacoli prima dell’evento e in due casi il filo si inceppò ancora. Ero in panico, stavo vedendo il giorno più bello della mia vita trasformarsi nel peggiore. L’unica soluzione era quella di portarmi in scena un altro filo per rifare il gioco nel caso in cui il primo non avesse funzionato. Ma… eravamo sicuri che non avrei avuto intoppi anche con il secondo?

Mi ritrovai solo nel camerino a parlare al rocchetto di filo, ripensai a un’esperienza mistica che avevo vissuto e lasciai quel secondo filo nella valigia, conscio di non avere un piano B ma solo una credenza in testa che diceva “Tutto va come deve andare”. Arrivò il mio turno: tensione, palpitazioni, 500 persone in teatro, diretta su YouTube e video che sarebbe rimasto lì per sempre. Fu un trionfo, e il 22 novembre 2014 un giorno che entrò a far parte della mia storia.

Come si misura l’efficacia di una preparazione alla presentazione?

Come insegna il mio maestro di teatro Paolo Nani, se c’è un conflitto la presentazione spacca, se non c’è, il flop è alle porte.
Le persone sono curiose di natura, ma se non dai informazioni che attirano il cervello rettile, il limbico va a farsi una pennichella.

Devi creare il conflitto, come il mio iniziale: bocciato in seconda media, oggi parla di Coaching. E’ abbastanza strano da essere perlomeno ascoltato.

Tra i percorsi che hai realizzato negli ultimi cinque anni, quale consiglieresti oggi ai lettori di Coach in action che hanno interesse nel comprendere come migliorare la visibilità on line?

On Stage, sicuramente!

Dopo aver fatto più 2000 spettacoli, sono sicuro di poter dare il mio contributo per migliorare le presentazioni delle persone.

Troppo spesso si delega al web la “scocciatura” di vendere così da non dover subire l’eventuale NO!

Sapersi presentare in maniera efficiente, permette al coach di rimanere efficace come tale e di sprecare meno energia possibile nel cercar di convincere qualcuno ad acquistare i suoi servizi. Come dico spesso, non si vince l’Oscar mangiando popcorn. Serve osare ed avere il coraggio di salire sul palco della propria vita e diventare finalmente protagonisti.

La prima cosa da fare è ricercare il trigger che scateni l’interesse da parte del tuo interlocutore, altrimenti rimane una semplice illustrazione della propria carta d’identità. Pensaci, molto spesso non ti ricordi nemmeno il nome di chi ti si è appena presentato, dunque, come puoi fare come lui?

On Stage ti permette di imparare il modello replicabile per essere interessante in ogni situazione. Scopri di più cliccando qui:

E’ il momento del consiglio pratico 

Fai una lista dei 100 successi che hai ottenuto nella tua vita, per esempio prendere la patente, finire un corso, realizzare un quadro. Scrivi tutto ciò che hai fatto succedere e ti renderai conto che sono molte di più le vittorie delle sconfitte e che vali molto di più di ciò che credi. Trovi questo esercizio anche nel mio libro “Al di là dei trucchi”, in vendita su Amazon.

Proponi ai nostri lettori un film coaching. Qual è il messaggio che possiamo trarre dalla visione?

Braveheart! William Wallace è davanti al patibolo dove sta per morire e gli viene detto che, se chiederà perdono, gli verrà salvata la vita. Lui grida “Freedom”, libertà. Al costo della sua vita, la libertà vale la sua vita.

Queste sono le cose veramente importanti, i valori per cui siamo pronti a morire. Non faremo nulla finché ciò che facciamo non è così importante da rimetterci la vita.

Questa è la differenza tra l’anonimato e la memorabilia.

Proponi una lettura ai nostri lettori. Qual è il messaggio che possiamo trarre dalla lettura?

Il Cigno Nero. Non è come credi o come ti hanno fatto credere, la vita è fatta di eventi che possono stravolgerla in un attimo, la grande bravura è saperli prevedere.

Grazie Walter, la tua storia è incredibile e darà la spinta a tanti nostri lettori a crederci di più.


Iscriviti al sito dove potrai scaricare materiale gratuito messo a disposizione da Walter Klinkon cliccando qui:


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Sono un Digital Project Manager, Web Coach, Business Coach. Ho fondato SmartPromotionItalia per appoggiare con metodologie di coaching i professionisti che vogliono migliorare il loro business online. Sono l'ideatore di MiniMeCoach Program e CoachInAction OnLine.

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