C’è un momento, nelle grandi città, in cui il traffico non è più solo movimento ma attesa. Giri l’angolo, rallenti, osservi file di auto già ferme, speri. È il tempo sospeso della ricerca di parcheggio, una dinamica quotidiana che trasforma le strade in circuiti ripetitivi e invisibili. E Milano, da questo punto di vista, non fa eccezione.
Le conseguenze del non trovare parcheggio
Secondo una simulazione avanzata condotta su un’area urbana ad alta densità come Berlino, la ricerca di parcheggio può generare fino al 20% del traffico complessivo nei quartieri residenziali, con un impatto diretto sui tempi di percorrenza e sull’efficienza della mobilità urbana. Un fenomeno spesso sottovalutato, ma che incide concretamente sulla qualità della vita e sull’organizzazione delle città.
A Milano, i numeri rendono il quadro ancora più evidente. Il 16 maggio 2024 il comitato “Sai che puoi?” ha mappato tutte le 3.873 vie della città, rilevando oltre 60 mila auto in sosta irregolare: 15.673 sui marciapiedi, 36.778 in carreggiata e 11.539 su aree verdi. Un dato che racconta non solo la carenza di parcheggi, ma anche le conseguenze dirette come congestione, degrado urbano, riduzione degli spazi pubblici e aumento dello stress per chi vive e lavora in città.
Come nasce l’idea si Sciurpark
È in questo scenario che si inserisce Sciurpark, una startup italiana che ha deciso di affrontare il problema partendo da un’intuizione tanto semplice quanto potente. I parcheggi esistono già, ma sono inutilizzati.
L’idea nasce nel 2019 da un’esperienza personale del fondatore e CEO, Giacomo Germani, laureato in fisica, imprenditore seriale e titolare di tre brevetti. “Pioveva, ero in auto e non riuscivo a trovare parcheggio vicino al lavoro”, racconta. “A un certo punto ho visto uscire un’auto da un passo carraio e ho pensato: se potessi parcheggiare nel posto che lui ha appena lasciato libero?”. Da quel momento prende forma un progetto che nel 2022 ottiene il brevetto e nel 2023 diventa una startup, pronta oggi al lancio della versione beta.

Sciurpark si fonda su un principio chiave: mettere in rete i garage privati inutilizzati, trasformandoli in una risorsa condivisa. In molte città, infatti, migliaia di box restano vuoti per gran parte della giornata, mentre gli automobilisti continuano a cercare parcheggio in strada. La piattaforma sviluppata dalla startup consente ai proprietari di affittare temporaneamente questi spazi quando non li utilizzano, creando un sistema virtuoso che connette domanda e offerta in tempo reale.
Come funziona
Il funzionamento è semplice. Il proprietario segnala tramite app quando il proprio garage è disponibile, l’automobilista prenota e paga la sosta. L’accesso avviene in modo completamente automatizzato, senza bisogno di incontrarsi fisicamente. A rendere possibile tutto questo è una tecnologia proprietaria basata su due dispositivi IoT. Concretamente, si tratta di una serratura elettronica, installata all’interno del box, e un telecomando universale che consente di aprire i cancelli delle proprietà registrate.
La sicurezza è garantita da un sistema di codici dinamici che permettono l’accesso solo durante il periodo prenotato. Non sono necessarie modifiche agli impianti esistenti e il controllo resta sempre nelle mani del proprietario. Un modello che unisce semplicità operativa e innovazione tecnologica, abbattendo le barriere tradizionali della condivisione degli spazi privati.
Benefici per i cittadini
Ma Sciurpark non è solo una soluzione pratica, è un progetto che si inserisce in una visione più ampia di trasformazione urbana. “Immagino una Milano con meno auto parcheggiate, più verde pubblico, più piste ciclabili e persone meno stressate – afferma Germani – E allo stesso tempo voglio che i cittadini possano avere un’entrata in più nel loro reddito”.
I benefici, infatti, si articolano su più livelli. Ridurre il tempo di ricerca del parcheggio significa diminuire il traffico inutile e le emissioni, liberando spazio urbano che può essere destinato a mobilità sostenibile e aree verdi. Allo stesso tempo, i proprietari di garage possono monetizzare spazi altrimenti inutilizzati, mentre le società di gestione immobiliare possono valorizzare asset temporaneamente sfitti.
Il modello si dimostra scalabile anche per operatori strutturati. Una società immobiliare, ad esempio, può utilizzare la piattaforma per generare entrate immediate da box non ancora affittati, gestendo tutto da remoto e senza intermediazioni fisiche. Un vantaggio competitivo che si traduce in maggiore efficienza e attrattività degli immobili.
Non meno rilevante è l’impatto sulla comunità. Sciurpark introduce un meccanismo di collaborazione diffusa, in cui i cittadini diventano parte attiva nella gestione dello spazio urbano. Condividere un garage significa contribuire a rendere il quartiere più vivibile, riducendo il caos e migliorando l’accessibilità.
Le prossime fasi
Guardando al futuro, il progetto apre anche scenari interessanti in chiave energetica. Con la diffusione delle auto elettriche, la necessità di infrastrutture di ricarica crescerà in modo significativo. Sciurpark prevede la possibilità di integrare la ricarica direttamente nei box privati, sfruttando tempi di sosta più lunghi e riducendo la pressione sulla rete pubblica. Un approccio che potrebbe limitare la necessità di installare colonnine su strada, con benefici sia urbanistici che infrastrutturali.
Attualmente, la startup è pronta a testare il servizio in una zona pilota di Milano, con l’obiettivo di attivare tra i 50 e i 100 posti auto. Un primo passo concreto per validare il modello e misurarne l’impatto sul territorio.
In una città in cui il parcheggio è diventato un problema sistemico, Sciurpark prova a cambiare prospettiva non costruendo nuovi spazi, ma utilizzando al meglio quelli esistenti. Una soluzione che parte dal basso, dalla tecnologia e dalla collaborazione tra cittadini, e che potrebbe contribuire a riscrivere il modo in cui viviamo, e parcheggiamo, nelle nostre città.










