Bitcoin, valore triplicato negli ultimi tre mesi

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di Giacomo Torresi –

Alla vigilia del suo dodicesimo compleanno, il 2 gennaio, il Bitcoin ha superato la fatidica soglia dei 30mila dollari.

La notizia ha suscitato un forte clamore, non solo per la cifra record, ma anche per il trend che ha preceduto l’exploit.

Il grafico è esplicativo. In circa tre mesi, indicativamente dall’inizio di ottobre, il Bitcoin è passato dai circa 10mila dollari agli oltre 30mila dollari della scorsa settimana.

Se si guarda alla correlazione con gli eventi, vien da pensare che la spinta decisiva sia arrivata in concomitanza dell’operazione che a inizio novembre ha portato il Dipartimento di Giustizia Americano a sequestrare circa 1 miliardo di dollari in criptovaluta da un conto collegato a Silk Road, il più celebre fra i mercati sommersi del darkweb, chiuso nel 2014. Un fatto importante ma che da solo non basta a spiegare un incremento di oltre 200 punti percentuali.

La verità sembra essere in realtà altyrove. Dion Rabouin dalle pagine di Axios, spiega che i grandi nomi della finanza, come JPMorgan, Guggenheim, FundStrat, Paul Tudor Jones e il gigante assicurativo MassMutual, hanno scommesso centinaia di milioni di dollari sulla traiettoria ascendente di Bitcoin, considerata come una delle poche beneficiarie della crisi pandemica.

In un rapporto di JP Morgan si legge: “a livello di investimenti, le valute alternative come il Bitcoin e l’oro sono i principali beneficiari della pandemia in termini relativi”.

Douglas Borthwick, Chief Marketing Officer presso la piattaforma di crypotrading INX, puntualizza: “I governi sono al verde, non possono tassare ma devono stampare moneta. Questo fa ricadere sulle banche centrali l’onere di stimolare le rispettive economie, il che storicamente fa scendere il valore delle valute nazionali (le cosiddette monete fiat)”.

A dare ulteriore impulso al fenomeno ci hanno pensato anche alcune società molto importanti nel settore dei pagamenti quali Square e PayPal che, proprio in questi mesi, hanno annunciato l’integrazione delle cryptovalute nei propri wallet digitali.

La stessa Visa ha avviato una collaborazione con una startup (BlockFi) per portare sul mercato una carta di credito in grado di premiare gli utenti con un cashback dell’1,5% degli acquisti in Bitcoin.

Da non dimenticare il maxi-investimento di MicroStrategy, una softwarehouse, nota in tutto il mondo per le sue soluzioni di business intelligence, che quest’anno ha acquistato più di 70mila Bitcoin per proteggere le sue riserve contro l’inflazione del dollaro statunitense. All’attuale quotazione fanno oltre 2 miliardi di dollari di deposito, una cifra che pone l’azienda americana nella top 10 dei più grandi holder individuali di Bitcoin.

Considerate tale premesse si capisce perché c’è chi pensa che i 30mila dollari siano solo una tappa intermedia di un’escalation che punta a quote ancore più alte. Secondo Antoni Trenchev, managing partner e co-fondatore di Nexo, una delle piattaforme più in vista nel mondo delle cryptovalute, “il Bitcoin potrebbe raggiungere i 50.000 dollari già entro la prima metà del 2021“.

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