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Claudio Proietti con “Eduardo, parliamoci chiaro” al Teatro di Villa Lazzaroni

Maggio 11, 2026
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Dal 15 al 17 maggio al Teatro di Villa Lazzaroni di Roma va in scena lo spettacolo di Giancarlo SammartanoEduardo, parliamoci chiaro”. L’attore protagonista dello spettacolo è Nicola Acunzo. L’autore del testo è Claudio Proietti, noto scrittore e autore per teatro e cinema. Ed è proprio dal drammaturgo che prende l’abbrivio questa serie di interviste dedicate ai protagonisti dell’opera teatrale “Eduardo, parliamoci chiaro“.

L’intervista a Claudio Proietti, autore di “Eduardo, parliamoci chiaro

Claudio, sei l’autore del testo dello spettacolo: “Eduardo, parliamoci chiaro”. Come nasce il tuo interesse nei confronti dell’iconico drammaturgo napoletano Eduardo De Filippo?

L’attrazione verso il teatro di Eduardo l’ho provata già da piccolissimo. Ricordo, con tenerezza e nostalgia, quando con la mia famiglia ci sedevamo davanti al televisore per vedere le sue commedie. Era un rito. Sentire la sua voce e vedere il suo volto magnetico mi emozionava tantissimo.

La scrittura del testo teatrale è stata immediata oppure è stata preceduta dalla stesura di un volume?

E’ stata da subito una scrittura per il teatro. Nasce da una proposta di Nicola Acunzo. Voleva assolutamente mettere in scena Eduardo, senza ricorrere ai suoi testi. Voleva che si parlasse di lui. Un’ impresa mica da poco, credimi.

Qual è la tua forma preferita di scrittura: drammaturgia, narrativa, o…? Che cosa hai sperimentato già e che cosa vorresti ancora sperimentare?

A me piace raccontare storie. Sono aperto a tutto. Mi manca il cinema, ti dico la verità. Ho fatto dei cortometraggi, che sono andati anche bene. Ma il cinema è un’altra cosa. Spero di incontrarlo presto.

Napoli e napoletanità: che cosa rappresentano per te, e quale aspetto del fenomeno più ti affascina e/o allarma?

Innanzitutto, da parte di mamma, sono di origini partenopee. Quindi, gioco in casa. Mi affascina tutto, non mi allarma niente. Dobbiamo essere orgogliosi di questo gioiello prezioso che è Napoli. Non esiste un posto più creativo e fantasioso al mondo.

Che rapporto hai con la comicità?

Ottimo, direi. Senza la comicità e l’ironia non avrebbe senso vivere. È fondamentale per tirare avanti, malgrado tutto quello che stiamo vivendo. Ci vorrebbero più commedie che drammi a teatro. Io cerco di alternare i generi. Ma preferisco le commedie.

Come e perché hai scelto proprio Giancarlo Sammartano per dirigere questo spettacolo?

Giancarlo mi è stato presentato da Nicola. Io sono arrivato per ultimo. Loro avevano già lavorato assieme. Con Giancarlo c’è stata subito un’intesa. È un regista sensibile e di esperienza. Sono stato fortunato.

Come nasce la tua collaborazione con l’attore Nicola Acunzo?

Lo conosco da tanto tempo. Erano anni che volevamo combinare qualche follia assieme. E l’idea folle è arrivata! Stimo molto Nicola, è un grande attore.

I dubbi e le insicurezze del protagonista di questa storia hanno fatto parte anche del tuo percorso creativo?

Certo. Ma credo facciano parte del percorso di qualunque “artigiano” o “artista”. Senza dubbi, incertezze e paura non si evolve, non si crea, non succede proprio niente.

Perché “Eduardo, parliamoci chiaro” è un testo da leggere  e uno spettacolo da vedere? Come lo proporresti ai tuoi lettori e agli spettatori?

Fatevi un bel regalo. Abbracciate questa storia perché, sicuramente, ci troverete qualcosa che stavate cercando. Esattamente come è capitato a noi che ci abbiamo lavorato. E questa esperienza vi farà sorridere e vi emozionerà. Poi mi direte.

Come autore che ha fatto teatro e cinema, non pianifichi un ritorno alla regia?

Mi piacerebbe. Non ti nascondo che mi manca tanto lavorare con gli attori. È uno scambio di energie magico. Tornerò col progetto giusto.


Auguriamo a Claudio Proietti tanti nuovi successi creativi e vi invitiamo al Teatro di Villa Lazzaroni il 15, 16 e 17 maggio. In scena la commedia “Eduardo, parliamoci chiaro”.

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