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Il Rinascimento del Cinema in Italia. Intervista a Maximilian Law tra festival, sostenibilità e potere sociale della sala

Maximilian Law, imprenditore cinematografico e creatore di FederCinema, racconta la sua visione: festival come motori di territorio, la rivincita della sala sull'era dello streaming, e il cinema come antidoto all'isolamento digitale
Maggio 1, 2026
5 mins read

Maximilian Law incarna una figura atipica e preziosa nel panorama cinematografico contemporaneo: un imprenditore e direttore artistico forgiato dai ritmi produttivi di Los Angeles, ma intimamente legato alle sue radici ferraresi.

Dopo una lunga carriera trascorsa nel cuore pulsante dell’industria globale, Law è tornato in Italia con quella che ama definire una “freschezza lucida”. È la prospettiva di chi, avendo vissuto all’estero, riesce a osservare il sistema nazionale con un distacco analitico e una carica innovativa, trasformando i festival in veri motori di branding territoriale e culturale.

Ferrarese, direttore artistico e fondatore di FederCinema, Law gestisce oggi un network di tre festival che attraversano la penisola da nord a sud, con una convinzione che nel panorama dei grandi eventi culturali suona quasi controcorrente: la sala non è un formato in via di estinzione. È l’unico posto dove il cinema funziona davvero. Non è nostalgia. È, piuttosto, l’analisi di chi ha visto da vicino il dietrofront delle major americane dopo gli anni dello streaming trionfante. Paramount, Warner Bros e le altre hanno scoperto che il digitale non ammortizza i costi delle grandi produzioni. La sala resta l’unica finestra distributiva capace di generare profitti reali, e Law lo ripete come un dato di fatto, non come un auspicio.

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«Il solo digitale non regge i costi. Le major lo sanno. La sala non è un rito del passato, è ancora l’unico posto dove i numeri tornano.»

Maximilian Law

Quello che Law aggiunge – e che trasforma la sua prospettiva da industriale a culturale – è l’idea che la sala faccia qualcosa che nessuna piattaforma può replicare: mettere insieme persone sconosciute davanti allo stesso spettacolo, nello stesso momento. È il principio attorno a cui ha costruito undici anni di Ferrara Film Festival e due festival minori, ciascuno radicato in un territorio preciso, ciascuno con una propria ragione di esistere oltre il calendario degli eventi.

Il Network: tre festival, un’identità

Sotto l’egida di FederCinema, Law ha costruito un network che unisce credibilità istituzionale e approccio dinamico, declinandolo su territori con vocazioni specifiche:

  • il Ferrara Film Festival (nell’omonima città rinascimentale, Patrimonio UNESCO, si svolge dal 23 al 27 settembre)
  • il Comedy Film Fest in Puglia (si tiene in estate, e la date ufficiali del 2026 saranno comunicate a breve)
  • il TerraVision Film Fest in Campania (3-5 luglio)

Ferrara Film Festival, fiore all’occhiello del gruppo, è nato undici anni fa nella città che ha nutrito geni come Michelangelo Antonioni, Carlo Rambaldi (il padre di “E.T.” e “Alien”) e Florestano Vancini. Per un decennio consecutivo è stato il festival con la crescita più rapida in Italia, portando a Ferrara registi come Mike Newell, Kevin Reynolds e Jim Sheridan (cinque nomination agli Oscar), e stelle del calibro di Danny Glover, che proprio qui ha annunciato in anteprima mondiale lo sviluppo di “Arma Letale 5. Il premio simbolo è il Dragone d’Oro, ispirato a San Giorgio, patrono della città.

In Puglia, il Comedy Film Fest, co-fondato con il musicista Dario Pinelli, celebra il genere che storicamente sostiene il botteghino italiano, portando con sé tutta l’identità e la resilienza del territorio.

Il TerraVision Film Fest, ospitato presso l’Anfiteatro Campano di Caserta – la seconda arena romana più grande al mondo dopo il Colosseo – rappresenta la frontiera dell’impegno civile del network. Superato il vecchio sottotitolo “Oltre i Fuochi”, il festival si fa oggi interprete di una rinascita territoriale che celebra la sostenibilità ambientale e le nuove tecnologie: intelligenza artificiale e robotica, al servizio della protezione del pianeta.

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L’intervista a Maximilian Law

Parliamo dei festival da lei fondati e co-diretti. Tutti e tre, pur avendo identità e temi differenti, condividono lo stesso modus operandi e l’obiettivo di unire le persone e valorizzare il territorio italiano attraverso la magia del cinema

«Abbiamo fondato un network di festival cinematografici che fanno capo a FederCinema. I tre festival principali da me diretti sono innanzitutto il Ferrara Film Festival. Rappresenta il progetto principale, fondato 11 anni fa nella mia città natale. È un festival di stampo internazionale che ha visto la partecipazione di numerose star di Hollywood e registi premi Oscar; poi il Comedy Film Fest, co-fondato insieme al musicista Dario Pinelli, che si svolge in Puglia e celebra il genere della commedia, la quale storicamente ha riscosso sempre il maggiore successo al botteghino italiano; infine il TerraVision Film Fest, che vede la sua sede nella provincia di Caserta – inizialmente conosciuto con il sottotitolo “Oltre i Fuochi” – è dedicato ai temi della sostenibilità ambientale e delle nuove tecnologie come AI e robotica, applicate alla tutela dell’ambiente.»

Quali sono le date dei festival in questo 2026?

«Il calendario di quest’anno è intenso e articolato: il TerraVision Film Fest avrà inizio il 3 luglio presso l’Anfiteatro Campano, in provincia di Caserta; poi il Comedy Film Fest che si terrà come ogni anno in Puglia, ma le date del 2026 saranno confermate a breve; inoltre il Ferrara Film Festival, che si svolgerà dal 23 al 27 settembre (da quest’anno la durata è stata ridotta a cinque giorni rispetto ai precedenti nove, con l’obiettivo di ottimizzare le energie e la gestione dei diversi festival del network). Oltre a questi tre principali, si stanno aggiungendo al network di FederCinema altri festival, sia nazionali che internazionali.»

Quali sono le categorie di premi previste quest’anno?

«Ogni festival ha una propria identità premiante: i premi del Ferrara Film Festival si chiamano Dragoni d’Oro perché richiamano la leggenda di San Giorgio (santo patrono della città di Ferrara) che uccide il drago. Verranno assegnati circa 12 premi in totale. Le categorie storiche sono suddivise in tre macro-aree: lungometraggi, documentari e cortometraggi. Grande novità del 2026: le categorie verranno “rivoluzionate” e aggiornate per riflettere i tempi odierni. L’annuncio ufficiale è previsto in questi prossimi mesi estivi. Il Comedy Film Fest ha invece come premio la Fronda d’Oro: consiste in una fronda d’ulivo dorata, simbolo della Puglia. Le categorie principali includono Miglior Film, Miglior Cortometraggio e Miglior Regista. Sono previsti inoltre premi alla carriera dedicati a grandi protagonisti della commedia. Il TerraVision Film Fest invece, sebbene sia un festival tematico focalizzato su ambiente e tecnologia, mantiene una struttura di premiazione simile: saranno premiati lungometraggi, documentari e cortometraggi che trattano i temi della sostenibilità e delle nuove tecnologie applicate all’ambiente.»

A settembre sarà protagonista all’Italian Pavilion durante la Mostra del Cinema di Venezia per la conferenza stampa nazionale del Ferrara, ed è inoltre prevista l’uscita di un volume celebrativo: di cosa si tratta?

«Non è una semplice biografia, ma una collezione di centinaia di testimonianze, dalle star di Hollywood alle maestranze dietro le quinte, che attraverso dieci anni di Ferrara Film Festival raccontano un decennio di storia italiana e di sogni condivisi.»

Con la sua intensa attività, potremmo dire che ha il sogno di riconnettere territori e generazioni attraverso il Grande Schermo? Un nuovo Rinascimento cinematografico…

«Sì, devo dire che nell’era della virtualità esasperata, io scommetto sulla concretezza dell’incontro in sala. Unire l’Italia attraverso il cinema non è solo un obiettivo professionale, ma una missione civile. I festival di FederCinema si confermano spazi di resistenza culturale dove la tecnologia non isola, ma serve a potenziare la connessione umana. Il cinema, a mio parere, resta l’ultimo grande miracolo sociale capace di farci sentire, ancora una volta, parte di un’unica, vibrante comunità.»

Virginia Rifilato

Giornalista del Quotidiano La Voce e Direttrice de Il Circolo del Golf, è collaboratrice di InsideMagazine dal 2020

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Laureata in Lettere con la specializzazione in Editoria e Giornalismo presso l'Università degli Studi Roma Tre, e diplomata anche presso la Scuola di Scrittura Omero, Virginia Rifilato è una giornalista di grande talento e esperienza, con una solida carriera nel campo del giornalismo e delle collaborazioni con importanti media nazionali come La Repubblica, come editor nell'industria cinematografica e televisiva per importanti canali satellitari e terrestri come Sky e Tim Vision, e collaboratrice di alcune emittenti radiofoniche di spicco, tra cui Radio 3 e Dimensione Suono Roma.

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All'interno del magazine InsideMagazine, Virginia ha il compito di curare le interviste di punta, offrendo ai lettori un'esperienza avvincente e coinvolgente. La sua passione per la scrittura e la sua capacità di raccontare storie affascinanti, oltre alla sua abilità nel creare domande incisive e nel catturare l'essenza delle personalità intervistate, la rende una risorsa di grande valore per la redazione.

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