Un maneggio, il Centro Equestre Blue Moon di Cesano, è il luogo in cui Paolo Rasile ci racconta Alma Sacred Resonance, il suo quarto album, uscito il 14 settembre 2026.
Lui è il musicista, e l’harp guitar è lo strumento attorno a cui ruota tutta la sua ricerca. Anche la scelta del posto non è casuale. Fin da bambino Rasile coltivava due sogni, suonare la chitarra e comporre, ma anche lavorare con i cavalli: l’altra metà della sua vita, che lo ha portato ad una lunga esperienza come istruttore di equitazione. Due strade che non si sono mai escluse e che condividono lo stesso terreno, fatto di natura e di ascolto.

E sarà il 30 ottobre, in un attesissimo spettacolo dal vivo all’Antica Stamperia Rubattino, che il nuovo album di Rasile Alma Sacred Resonance vedrà il suo battesimo ufficiale.
I 4 album di Paolo Rasile
Dopo i tre album di Harp Guitar Travel – il progetto itinerante con cui Rasile unisce canto, musica, danza e immagini in un’esperienza che parla a più sensi insieme – questo nuovo capitolo nasce dall’idea di raccontare, attraverso un viaggio sonoro, il percorso fatto in questi anni con l’harp guitar e con le diverse vocalità femminili incontrate lungo la strada.
La differenza rispetto ai dischi precedenti (Harp Guitar Travel, Radio Divoc 91 e Oltre i confini – costruiti su brani chitarristici originali intrecciati a letture di testi e citazioni) sta soprattutto nel modo in cui è stato fatto. Anche stavolta l’album è autoprodotto, ma è stato registrato interamente dal vivo in un home studio nel bosco, in parte improvvisando, con alcune sovraincisioni aggiunte in post-produzione.

Alma Sacred Resonance: world music e jazz spirituale
Poca scrittura su spartito, spiega Rasile, e molto «sentire» durante la registrazione: è questo, per lui, il senso del lavoro. Meditazione e connessione tra i musicisti, più che esecuzione.
Il risultato si muove tra world music e jazz spirituale, con un suono caldo, vicino, in cui il silenzio conta quanto le note. Si sentono le dita sulle corde, il respiro, la vibrazione del legno. E poi la realtà del luogo: grilli e cicale, acqua che scorre, il rumore dei ramoscelli, perfino le sedie che scricchiolano. Rumori che di solito si cancellano e che qui restano, perché sono «la parte vera del suono».
Tre voci come acqua, vento e terra; diverse, libere, necessarie. Voci che emergono dal suono tra canto, respiro e silenzio, riverberate e trattate con il delay, in un punto d’incontro tra terra e spirito.
Paolo Rasile
L’intervista a Paolo Rasile
Quanto conta l’improvvisazione in questo disco?
«Ne è il cuore, il fil-rouge. Non solo di questo album, ma di tutte le mie esibizioni dal vivo con il progetto Harp Guitar Travel. La logica di lavoro è stata quella di una registrazione continua, senza interruzioni, in cui spesso le prime take sono le migliori, quelle che conservano ancora lo stupore. Un metodo che vuole disarmare l’ansia della perfezione e lasciare spazio a ciò che emerge.»

Le tre voci femminili, evocative e spirituali a loro modo, hanno ognuna un particolare significato nella geometria di questo album…
«Esattamente. E più che di una scelta, parlerei di un incontro: le tre voci hanno una funzione precisa, che rimanda ai tre termini del titolo. Dionisia Cudalb è “Alma”: pratica il canto intuitivo, che si esprime in una vocalizzazione senza testi. Lascia passare frequenze e armonie che, nella sua esperienza, le arrivano per canalizzazione. Marina Muser è “Sacred”: porta la dimensione sacra del disco, grazie a una spiritualità molto profonda. Diletta Longhi, cantautrice jazz, è “Resonance”: colei che entra in risonanza con le altre due e in qualche modo le racchiude. Nel booklet del CD le abbiamo descritte con una frase che sintetizza bene l’idea: “Tre voci come acqua, vento e terra; diverse, libere, necessarie”. Voci che emergono dal suono tra canto, respiro e silenzio, riverberate e trattate con il delay, in un punto d’incontro tra terra e spirito.»

Accanto a loro, ci sono le percussioni etniche di Fabrizio Bigioni, leggere e ritmiche, e soprattutto Daniele Mattioni, produttore creativo, videomaker e grafico
«Con Fabrizio abbiamo una amicizia e collaborazione di lunga data, che si rinnova ogni anno grazie ad una grande sintonia. Daniele è stato una scoperta, perché ha colto nel profondo il senso di questo disco e gli ha dato una dimensione cinematografica oltre che evocativa. Un lavoro che definisco immenso. Senza di lui, tutto questo, non sarebbe stato possibile.»

Negli ultimi mesi hai fatto molti live, tra Gaeta, Tolfa e Trevignano, sia come artista di strada, accompagnato da danzatrici e attrici, che come musicista nei teatri romani: il Furio Camillo, il Teatro Basilica, lo Spazio Culturale Nous. Ora l’album si prepara ad incontrare il suo pubblico
«Sì, la presentazione ufficiale sarà il 30 ottobre all’Antica Stamperia Rubattino di Roma, in versione live con le tre cantanti e il percussionista. Il 19 dicembre invece, allo Spazio Culturale Nous, andrà in scena una rappresentazione teatrale con i video di Daniele Mattioni e le esibizioni di danza aerea di Denise Agostini. La musica tornerà così a intrecciarsi con le arti performative, come è nella sua natura più intima, in quella che è sempre stata la mia visione di questo progetto cresciuto negli anni.»
Info
- Album: Alma Sacred Resonance (autoprodotto), uscito il 14 settembre 2026
- Artisti: Paolo Rasile (harp guitar), Dionisia Cudalb, Marina Muser, Diletta Longhi (voci), Fabrizio Bigioni (percussioni etniche), Daniele Mattioni (produzione creativa, video, grafica)
- Presentazione live: 30 ottobre, Antica Stamperia Rubattino, Roma
- Spettacolo teatrale: 19 dicembre, Spazio Culturale Nous, Roma
- Per acquistare il CD: in presenza agli spettacoli, oppure Facebook / Instagram










