Sabato 18 luglio il Backyard di Fregene si è trasformato in un piccolo mondo onirico tra suono, natura e arte visiva.
Nel grande parco di via Castellammare, tra ulivi secolari, distese di erba e arredi vintage sparsi con gusto quasi scenografico, il pubblico ha assistito a una serata che ha intrecciato linguaggi diversi senza mai perdere coerenza.

Al centro della serata, due pittori diversi ma complementari, Alessandro Botticelli e Francesco Biolcati, che hanno esposto le loro opere affiancati da Paolo Rasile e dalla sua harpguitar. Strumento raro quanto affascinante e dalla lunga storia, è capace di unire le sonorità calde della chitarra a quelle più eteree dell’arpa.
Le esecuzioni originali di Rasile, appartenenti al repertorio del progetto itinerante Harp Guitar Travel, hanno accompagnato la calda serata romana con un tappeto sonoro avvolgente: il pubblico, adagiato sul prato in un’atmosfera bucolica, ha potuto godere di un evento raffinato ma informale, così come nelle consuete serate del Backyard.
Ideato e portato avanti da Rasile, Harp Guitar Travel non è un semplice progetto discografico ma un percorso di ricerca che ha già dato vita a tre album – Harp Guitar Travel, Radio Divoc 91 e Oltre i confini – costruiti su brani chitarristici originali intrecciati a letture di testi e citazioni.
È un linguaggio pensato fin dall’origine per dialogare con altre forme d’arte: canto, danza, pittura, recitazione, proiezioni video. Sul palco o, come a Fregene, semplicemente su un prato, la harpguitar diventa il punto d’incontro tra discipline diverse, capace di sostenere più livelli di ascolto senza mai sovrastare le arti con cui si confronta.


Sullo stesso prato, due pittori hanno scelto di esporre le proprie opere in un dialogo diretto con il pubblico e con lo spazio circostante: Alessandro Botticelli e Francesco Biolcati hanno portato i loro lavori all’aperto, in un allestimento informale che ha permesso ai visitatori di osservare da vicino tele e dettagli, muovendosi liberamente tra un’opera e l’altra mentre la musica di Rasile faceva da sottofondo.
Francesco Biolcati
Le suggestive tele esposte da Biolcati al Backyard possono annoverarsi nel genere dell’espressionismo astratto.
Classe 1982, romano, Francesco Biolcati cresce in campagna respirando fin da bambino i colori e le tele della madre pittrice, approfondendo da autodidatta l’amore per questa forma espressiva.

Il suo primo linguaggio artistico nasce su una parete di casa che la madre stessa lasciava libera ai figli per disegnare e scrivere. Da giovanissimo rimane folgorato da una mostra di Basquiat a Roma, un incontro che considera decisivo per il proprio percorso.
Biolcati dipinge a terra, disponendo sul pavimento pannelli di legno recuperati e assemblati, alternando acrilico e olio.


Alessandro Botticelli
Formatosi al Liceo Artistico in Italia e poi alla Syracuse University di New York in Arti Applicate e Architettura, Alessandro Botticelli apre nel 1977 uno studio di grafica e fotografia insieme a ex compagni di Belle Arti, dedicandosi fino al 1983 alla fotografia industriale. Il colore, da sempre, è al centro del suo lavoro nel design. Nelle sue opere si respirano simbolismo e surrealismo, con il colore come espressione dell’interiorità. Negli ultimi anni è tornato a lavorare su grandi tele enfatizzando il rapporto tra colore e luce, scegliendo come soggetto ricorrente gli animali, testimoni silenziosi del passaggio dell’uomo.
Un evento a tre voci: Biolcati, Botticelli, Rasile
A rendere la serata compiuta è stato proprio questo continuo rimando tra i tre protagonisti: Rasile, Botticelli e Biolcati non si sono limitati ad affiancarsi sullo stesso prato, ma hanno costruito un dialogo vero, in cui la musica si è intrecciata alle opere esposte e il luogo stesso è diventato parte della narrazione.

Il risultato è stato un evento che ha saputo restituire l’anima del Backyard: uno spazio che non si limita a ospitare arte e musica, ma le fa convivere in un contesto naturale e conviviale, lontano dalla rigidità di un palcoscenico tradizionale.
Tra le sedute vintage e la luce calda del tramonto sul parco, la serata ha confermato la vocazione del luogo a diventare un punto di riferimento per chi cerca proposte culturali fuori dagli schemi, nella cornice informale del litorale romano.










