Giancarlo Giannini è approdato sul Lago Trasimeno con il produttore Francesco Papa (PointMedia Italia) per la proiezione di Baracoa, il lungometraggio diretto da Luis Ernesto Doñas e candidato alle Stelle d’Argento 2026.

L’opera, presentata ieri, venerdì 31 luglio, si è aggiudicata tutti i principali riconoscimenti: Miglior Opera Prima; Miglior Film; Miglior Fotografia; Miglior Attore Non Protagonista; Miglior Attore Protagonista.
In lizza per la vittoria figuravano anche i lungometraggi:
- Francesca e Giovanni. Una storia d’amore e di mafia
- Prendiamoci una pausa
- La terza volta
- Unicorni
- Elena del ghetto
- Avemaria

Interessante anche la selezione di cortometraggi in concorso. L’opera vincitrice come Miglior cortometraggio è Prova d’amore, diretta da Denis Nazzari, interpretata da Alessandro Haber, prodotta da KeomaKineSpace e Vito d’Aloisio, con la distribuzione di WhiteLight.
Un riconoscimento atteso, che è andato a coronare la lunghissima lista di premi vinti da questo cortometraggio con la colonna sonora del Premio Oscar Nicola Piovani (La vita è bella).
L’incontro con il pubblico del festival, tra opere prime, workshop e masterclass, ha confermato il Festival del Cinema Italiano – Le Stelle d’Argento tra i palcoscenici più vivaci del nostro Paese, capace di portare magia e bellezza – dal 28 luglio al 31 luglio – nelle località di Tuoro sul Trasimeno, Castiglione del Lago e Isola Maggiore, sedi di questa sesta edizione della manifestazione.
Il Festival del Cinema Italiano – Le Stelle d’Argento
Il Festival del Cinema Italiano – Le Stelle d’Argento è nato dalla visione dell’imprenditore Francesco Storniolo e costruito secondo la formula del “festival diffuso”, che trasforma i borghi umbri in un palcoscenico a cielo aperto tra proiezioni, masterclass e incontri con il pubblico.
Alla direzione generale c’è Franco Arcoraci, mentre la direzione artistica è affidata a Mirko Alivernini; la giuria è presieduta da Pier Francesco Pingitore.
Oltre centocinquanta gli ospiti presenti in questa sesta edizione 2026, tra cui Giancarlo Giannini, Ricky Tognazzi, Alessandro Haber, Simona Izzo e Valeria Marini.

Ed è stato proprio Giannini il protagonista della giornata più attesa a Castiglione del Lago, dove nella Sala 1 del Nuovo Cinema Caporali, in piazzetta San Domenico, è stato presentato Baracoa, opera prima del regista cubano Luis Ernesto Doñas.
Il film, coproduzione italo-cubana già passata in anteprima mondiale fuori concorso al Taormina Film Festival, arriva sul Trasimeno accompagnato in sala dallo stesso Giannini, dal regista e dal produttore Francesco Papa, in un incontro che ha permesso al pubblico umbro di entrare nel cuore di un progetto costruito con pazienza tra Roma e L’Avana.

Baracoa, il road movie vincitore
Baracoa è un road movie che segue il viaggio di due uomini agli antipodi: Pepe, cinico e disilluso, e Jimmy, medico di giorno e drag queen di notte, chiamati a percorrere insieme mille chilometri di Cuba per rispettare le ultime volontà di Felipe, il personaggio interpretato da Giannini.
Felipe è un rivoluzionario italiano naturalizzato cubano, ispirato all’unico rivoluzionario di origini italiane dell’isola: un uomo che ha inseguito per tutta la vita ideali umanisti, e che nella morte lascia ai due protagonisti l’eredità più difficile, quella di imparare a fidarsi l’uno dell’altro.
Dall’Avana fino alla remota Baracoa, il viaggio diventa metafora di un’identità che si cerca e si ritrova, restituendo un’immagine di Cuba in trasformazione, sospesa tra memoria rivoluzionaria e nuove forme di libertà individuale.

La regia di Luis Ernesto Doñas
Dietro la macchina da presa, Doñas – regista teatrale cubano da anni di casa a Roma – ha scritto il film insieme allo sceneggiatore e attore Filippo Ascione, mentre la produzione porta la firma di Francesco Papa, insieme a Umberto Guido, Carlos de la Huerta e allo stesso Ascione.
Giancarlo Giannini
Per Giannini, la partecipazione a Baracoa segna anche il suo primo viaggio a Cuba, terra che il cinema italiano non aveva mai raccontato con questo sguardo diretto: un ritorno alle atmosfere del neorealismo, filtrate però attraverso la sensibilità contemporanea di un regista che guarda l’isola con affetto, senza mai scivolare nella retorica.

Un Festival che guarda avanti
La tappa di Castiglione del Lago si inserisce così nel percorso di avvicinamento all’uscita italiana del film, e conferma il ruolo che il Festival del Cinema Italiano sul Trasimeno si è ritagliato negli ultimi anni: non solo vetrina per i grandi nomi dello spettacolo, ma anche luogo di incontro diretto tra autori, produttori e pubblico, in un contesto che unisce cinema e valorizzazione del territorio umbro.










