Ci sono storie che si accomodano nelle crepe dell’esistenza, lì dove il silenzio si fa più fitto, e attendono il momento giusto per farsi voce. Il nuovo libro di Victoria Ferrua “Via io, Via voi, Via tutte” uscito il 26 gennaio e online su Amazon, Mondadori e Feltrinelli, appartiene a questa rara categoria di opere. Non è soltanto un volume da sfogliare, ma un attraversamento consapevole di quel territorio di confine che separa la vulnerabilità dalla forza, il trauma dalla rinascita, il corpo che subisce dal corpo che agisce.
Nelle sue pagine, la sicurezza smette di essere un termine tecnico, un paragrafo di una legge o una fredda procedura aziendale. Diventa una condizione viva, pulsante, fatta di muscoli pronti allo scatto e di una mente capace di non naufragare quando il mare intorno si fa in tempesta.
Victoria Ferrua, oggi CEO di Win Win Srl, scrive per donare una bussola a chiunque si sia mai sentito smarrito di fronte all’imprevedibilità del dolore.

Le radici di un sapere invisibile
Il libro affonda le radici in una biografia che sembra uscita da un film, ma che porta i segni vividi della realtà più cruda. Victoria ha un’infanzia turbolenta fatta di abbandoni, violenza domestica e ricerca di un porto sicuro. Crescendo è poi diventata per anni una figura di frontiera: soccorritrice in ambulanza, formata HEMS, abituata a guardare il pericolo negli occhi ogni giorno. Ma il vero punto di svolta, il momento in cui si sperimenta sul corpo la teoria, è stato l’incontro diretto con il proprio limite. Un peri-arresto cardiaco. Ma il sopravvivere a ciò che di solito non lascia scampo ha trasformato la sua visione del mondo.
L’autrice racconta come la sicurezza sia, prima di tutto, un “allenamento non scelto”. Nelle mancanze, nelle emergenze affrontate a mani nude, Victoria ha scoperto un capitale nascosto. Un sapere che nasce dove la protezione viene meno. È una competenza che la società spesso non riconosce, un’intelligenza emotiva e fisica che resta ai margini finché qualcuno non decide di darle una struttura. Il libro è esattamente questo, il tentativo riuscito di dare un linguaggio al coraggio e una forma al caos.
Il libro si snoda svelando la metamorfosi di un’esistenza segnata dall’incertezza e dalla fragilità in un sapere solido, tangibile e pronto per essere donato agli altri. È la cronaca di una maestria che oggi indossa l’abito dell’impresa e della professione, ma le cui radici affondano in un addestramento silenzioso e forzato, avvenuto fuori dalle aule scolastiche, laddove la vita non offre manuali ma solo prove.
Il centro dell’opera non è il trauma in sé per sé, ma ciò che può accadere quando le esperienze vengono filtrate dalla ragione, riordinate e battezzate con nuove parole.
Dall’impresa alla memoria, la rivoluzione Win Win
Il libro “Via io, Via voi, Via tutte” nasce dunque come il riflesso speculare di un progetto concreto: la creazione di Win Win Srl. L’azienda è la manifestazione tangibile della filosofia dell’autrice, un luogo dove l’obiettivo dichiarato è trasformare la fragilità individuale in un punto di forza condiviso. Se il libro è il racconto di una trasformazione, Win Win ne è il braccio operativo.
In un mondo dove la formazione alla salute e sicurezza è di consueto rappresentata e vissuta come un obbligo noioso, fatto di slide, teoria impersonale e incontri con poche interazioni, Victoria ha portato una ventata di energia vitale. La sua missione ambiziosa è di rendere il soccorso “pop”, umano, persino desiderabile.
Attraverso Win Win, l’esperienza del singolo diventa un bene collettivo, dimostrando che essere preparati non significa vivere nella paura, ma, al contrario, conquistare la libertà di agire.
SOSNESS: dove il cuore batte a ritmo di fitness
Il cuore pulsante di questa trasformazione è il progetto SOSNESS, presentato nel libro come una vera e propria infrastruttura sociale. L’idea è folgorante nella sua semplicità e si basa sull’idea di unire il soccorso al fitness. Se il massaggio cardiaco è una performance fisica estrema, perché non allenarsi a compierlo come se fossimo in palestra?
Nato dalla collaborazione con il mondo dello sport, SOSNESS è un approccio che scardina i manuali tradizionali. Non si impara la rianimazione restando seduti a un banco ma lo si fa attraverso il fitness funzionale, con esercizi ispirati al CrossFit che preparano il corpo a gestire l’adrenalina. Non un corso, ma un percorso per offrire strumenti a corpo e mente.
Immaginate una sessione di allenamento dove la musica non è solo un sottofondo, ma una guida dove i battiti per minuto (BPM) sono calibrati per simulare il ritmo di un cuore sotto sforzo o la cadenza perfetta per una compressione toracica efficace. SOSNESS insegna che nei momenti critici non ci manca solo la tecnica, ci manca l’ossigeno, la propriocezione negli spazi e prontezza decisionale. Allenare la resistenza fisica significa allenare la lucidità mentale.
La visione di Victoria si concretizza in oggetti che diventano simboli di una nuova consapevolezza. Ogni partecipante al progetto SOSNESS riceve un kit che è un invito alla responsabilità ed è composto da un borsone, una borraccia e, soprattutto, un manichino personale. Tutto ciò che serve per prenderci cura della nostra Triade Nobile: Cuore, Polmoni e Cervello!
Un futuro da costruire insieme
Il viaggio di Victoria Ferrua è un’onda che continua a espandersi. A breve, il progetto SOSNESS vedrà l’apertura di due centri di riferimento a Milano e Roma, spazi dove il fitness e la salute si fonderanno in un’esperienza unica. In parallelo, un’innovativa piattaforma digitale con e-commerce permetterà a chiunque, dai professionisti sanitari e tecnici del soccorso ai caregiver, dagli istruttori di BLS agli istruttori di Fitness, dagli insegnanti ai genitori mamme e papà, dai nonni alle babysitter, dai volontari ai lavoratori,praticamente a tutti i cittadini, di accedere a questa formazione rivoluzionaria.
Leggere il libro di Victoria e conoscere la realtà di Win Win significa accettare di smettere di essere spettatori passivi della propria salute e sicurezza. Ci insegna che la sopravvivenza non è un fatto privato, ma un impegno collettivo.
In fondo, ciò che resta dopo aver chiuso l’ultima pagina o dopo aver terminato un allenamento SOSNESS è una sensazione di profonda gratitudine. La consapevolezza che, anche quando tutto sembra vacillare, esiste la possibilità di restare in piedi, di tendere una mano, di far ripartire un battito. Non è solo sicurezza, è il modo più autentico e potente di occupare il proprio posto nel mondo.










