Nella società contemporanea in cui le strutture familiari si fanno sempre più complesse, la protezione di chi non può autodeterminarsi pienamente è una sfida giuridica di primaria importanza. Il “Dopo di Noi” non è più un’incognita, ma un progetto che può essere disegnato con precisione millimetrica attraverso strumenti di pianificazione patrimoniale evoluti e che trova risposta concreta alla domanda profonda e spesso silenziosa: “Chi si prenderà cura di lui quando io non ci sarò più?”.
Da questa esigenza concreta, carica di responsabilità e di profonda attenzione alla persona, nasce la necessità di individuare strumenti giuridici idonei a garantire tutela e continuità assistenziale. A guidarci in questo delicato ambito è la Dott.ssa Avv. Notaio Giovanna Lima, la quale appartiene alla nuova generazione del notariato italiano donna, capace di coniugare rigore tecnico, sensibilità sociale e apertura alla cultura giuridica europea.
La preparazione del Notaio Lima, affonda le radici in un percorso accademico di eccellenza: laureata con un anno di anticipo presso l’Università “La Sapienza” di Roma, si è formata sotto la guida del Professor Guido Alpa, allora presidente del Consiglio Nazionale forense. Questo avvio precoce e rigoroso ha costituito la base di una formazione giuridica particolarmente solida, alla quale si è affiancato un ingresso altrettanto precoce nella professione notarile.

Nonostante la giovane età, il Notaio Lima vanta già otto anni di esperienza professionale e altrettanti otto anni di attività istituzionale, avendo parallelamente ricoperto con dedizione il ruolo di Consigliere del Consiglio Notarile Distrettuale, per ben due mandati consecutivi. È stata annoverata tra i consiglieri più giovani a livello nazionale, non solo per età anagrafica ma anche per la lunga esperienza istituzionale già acquisita. L’incarico, svolto con continuità e rigore, testimonia una competenza consolidata e un forte senso della funzione pubblica attribuita al notariato.
Accanto all’attività professionale, il Notaio Lima ha sviluppato un’intensa attività formativa e scientifica: ha insegnato per anni Diritto Notarile presso scuole specialistiche private, ha anche collaborato con la prestigiosa Scuola Nazionale del Notariato (SNN) nonché con diversi atenei italiani; ha partecipato ad iniziative scientifiche e all’organizzazione di convegni Nazionali ed Internazionali di rilievo; come relatrice è intervenuta su temi di Diritto Civile, Europeo e Successorio, con particolare attenzione alla tutela delle persone in condizioni di vulnerabilità e alla protezione patrimoniale delle famiglie.
L’attività di studio e approfondimento della Dott.ssa, Avv. e Notaio Giovanna Lima è stato oggetto di attenzione da parte di diverse testate nazionali. Quotidiani e riviste come Platinum, Il Sole 24 Ore, La Repubblica, Il Tempo e Il Corriere ne hanno rimarcato la preparazione, il rigore dell’impostazione e la continuità dell’approfondimento giuridico, evidenziando una lettura della funzione notarile attenta alla legalità, alla correttezza tecnica e alla protezione dei cittadini.
Il trust assistenziale come strumento di garanzia e pianificazione
La tutela patrimoniale e assistenziale dei soggetti fragili costituisce oggi un ambito di crescente rilevanza sociale, nel quale convergono profili di diritto civile, volontaria giurisdizione e protezione della persona, richiedendo un costante bilanciamento tra competenza giuridica e sensibilità sociale. Il ruolo del Notaio, in tal senso, esplica una funzione di garanzia, orientata alla predisposizione di assetti giuridici idonei a salvaguardare gli interessi di soggetti con ridotte capacità cognitive o motorie, di persone prive di piena capacità di autodeterminazione e dei beneficiari di misure di protezione, nonché delle famiglie chiamate a pianificare la gestione del patrimonio in funzione del c.d. “Dopo di Noi”.
“Tra gli strumenti giuridici maggiormente idonei a tale finalità si colloca il trust assistenziale, strumento che consente di destinare un patrimonio alla cura e al sostentamento di persone che non possono provvedere autonomamente a sé stesse, assicurando continuità di assistenza e stabilità patrimoniale nel tempo – spiega Lima – Trattasi di uno strumento di destinazione patrimoniale funzionalmente orientato alla cura, al mantenimento e all’assistenza del beneficiario in una prospettiva di lungo periodo”. Si trasforma così la preoccupazione in un progetto giuridico concreto di protezione e di futuro.
In particolare, esso consente di vincolare beni e risorse a uno scopo assistenziale predeterminato, predisponendo un assetto patrimoniale stabile e idoneo a garantire continuità di tutela anche nel momento in cui venga meno, per morte o sopravvenuta incapacità, il ruolo di cura svolto dai genitori o dai familiari di riferimento che, in vita, si sono presi cura del soggetto fragile.
Il ruolo del Notaio per risposte rapide e tutele certe
Sotto questo profilo, il trust risponde all’esigenza di evitare soluzioni meramente contingenti e di prevenire situazioni di carenza assistenziale e organizzativa, assicurando che il soggetto fragile non resti privo di protezione giuridica e patrimoniale in una fase particolarmente delicata della propria esistenza. “In altri termini – chiarisce Lima – attraverso lo strumento de quo si prevengono situazioni di abbandono giuridico e di discontinuità assistenziale nel momento in cui viene meno l’attività di cura prestata dai familiari, garantendo che la persona vulnerabile non rimanga sprovvista di effettive risorse economiche e di un assetto organizzativo certo”.
La predisposizione di strumenti di pianificazione patrimoniale a finalità assistenziale richiede, tuttavia, un costante coordinamento con il sistema delle autorizzazioni previste a tutela dei soggetti incapaci o comunque vulnerabili. In tale contesto si inserisce l’evoluzione normativa introdotta dalla c.d. riforma Cartabia, che ha ampliato l’ambito degli interventi in materia di volontaria giurisdizione, consentendo il rilascio di autorizzazioni per atti di straordinaria amministrazione riguardanti minori, interdetti, inabilitati e beneficiari di amministrazione di sostegno.
Il Notaio opera in un binario parallelo e complementare rispetto al Giudice Tutelare, nel pieno rispetto delle rispettive competenze.
Tale assetto normativo contribuisce a rendere più rapida ed efficace la risposta di tutela a favore dei soggetti più deboli, offrendo un percorso alternativo, con funzione deflattiva per gli uffici giudiziari, idoneo a ridurre il rischio che eventuali ritardi possano risultare pregiudizievoli per i soggetti protetti e a rafforzare l’efficacia del regime autorizzatorio.










