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Selexi e la rivoluzione dei concorsi e della formazione: “Con la realtà virtuale la selezione diventa esperienza immersiva”

Maggio 7, 2026
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Siamo abituati a pensare ai concorsi pubblici e alla formazione come a mondi rimasti fermi nel tempo, intrappolati tra scartoffie e metodologie di selezione spesso percepite come distanti dalla realtà odierna. Oggi, però, la percezione di un sistema indietro coi tempi viene finalmente smentita dai fatti. È ciò che sta accadendo con i visori di realtà virtuale introdotti da Selexi, azienda italiana che da oltre venticinque anni opera nel settore delle procedure selettive e che attualmente propone un nuovo modello di valutazione e formazione professionale, in cui la teoria incontra la pratica in un ambiente digitale realistico.

Fondata nel 1999, Selexi è diventata un punto di riferimento nella gestione di test di selezione a risposta multipla, accompagnando enti pubblici, università e aziende private in tutte le fasi del recruiting. Il salto qualitativo passa dalla realtà virtuale, una tecnologia che introduce una dimensione nuova: quella dell’esperienza. Non più soltanto domande e risposte, ma scenari immersivi in cui il candidato si muove, prende decisioni e dimostra competenze in condizioni simulate ma estremamente realistiche.

Valutare competenze oltre il test tradizionale 

“Il nostro obiettivo è rendere la selezione più aderente alla realtà del lavoro – spiegano dall’azienda – Con la realtà virtuale possiamo valutare le competenze in contesti che replicano fedelmente le situazioni operative, garantendo maggiore oggettività e trasparenza”. È una dichiarazione che sintetizza la filosofia di questa innovazione, il cui intento è superare il limite dei test tradizionali, spesso incapaci di cogliere le abilità pratiche e le competenze trasversali, sempre più richieste nel mercato del lavoro contemporaneo.

Il cuore della novità è l’integrazione tra realtà virtuale e intelligenza artificiale. Attraverso i visori VR, i candidati vengono immersi in ambienti simulati in cui devono affrontare situazioni complesse, prendere decisioni e interagire con elementi dinamici. L’intelligenza artificiale analizza in tempo reale le risposte, genera feedback dettagliati e fornisce dati utili per la valutazione da parte degli psicologi del lavoro. Non si tratta soltanto di verificare conoscenze tecniche, ma di osservare il comportamento, la capacità di problem solving, la gestione dello stress e la comunicazione.

Dalla teoria alla pratica: VR nei concorsi e l’esempio della formazione sanitaria

Questo approccio si traduce in un sistema di assessment più completo, che unisce teoria, pratica e soft skills. “La tecnologia permette di osservare i candidati in azione – sottolineano da Selexi – Non chiediamo più di descrivere una procedura, ma di eseguirla in un ambiente virtuale, con dinamiche realistiche e variabili imprevedibili”. L’effetto è così duplice. Da un lato, una valutazione più accurata, dall’altro un’esperienza formativa che avvicina il candidato al contesto lavorativo reale.

Un esempio concreto arriva dal settore sanitario, dove la realtà virtuale ha già trovato applicazione. In occasione dell’esame di infermieristica presso l’Università di Milano-Bicocca, oltre alla prova teorica, gli studenti hanno affrontato una simulazione tecnico-pratica interamente in VR. Più di cento candidati hanno sperimentato questo metodo, confrontandosi con scenari clinici realistici e decisioni da prendere sotto pressione. L’esperienza è stata replicata in una sessione successiva, confermando il valore di una valutazione che colma il divario tra formazione accademica e pratica professionale.

“Le simulazioni immersive migliorano il pensiero critico e il processo decisionale – osserva l’azienda – inoltre, gli studenti possono allenarsi in sicurezza, affrontando situazioni che rispecchiano il lavoro quotidiano”. È una prospettiva che apre nuove possibilità anche nella formazione continua, dove la VR consente di riprodurre scenari complessi senza costi logistici elevati e senza rischi.

L’innovazione della piattaforma In-Basket VR + AI

Non solo sanità. Selexi ha sviluppato scenari immersivi per diversi ambiti, dalla pubblica amministrazione al settore universitario, fino al formazione dei conducenti di autobus, metropolitane o treni. L’idea è utilizzare lo stesso dispositivo, vale a dire il visore, adattando il software alle esigenze specifiche. In questo modo, un ente può simulare l’interazione con un cittadino allo sportello, la gestione di una situazione di emergenza o la conduzione di un mezzo pubblico, trasformando la formazione in un’esperienza pratica e coinvolgente.

A rendere ancora più avanzato il sistema è la piattaforma In-Basket VR + AI, progettata per valutare le competenze comportamentali. In questo caso, il candidato si trova di fronte a scenari lavorativi generati casualmente, che mettono alla prova la capacità di prendere decisioni, organizzare attività e comunicare in modo efficace. L’intelligenza artificiale analizza le risposte e restituisce un feedback dettagliato, offrendo una base oggettiva per la valutazione. Oggi come oggi, le soft skills sono sempre più decisive e la realtà virtuale permette di osservarle in contesti realistici, superando i limiti dei test tradizionali.

Perché la realtà virtuale cambia il futuro del recruiting

La spinta verso la formazione immersiva si inserisce in un trend globale. Le tecnologie VR e AI stanno guadagnando terreno nelle aziende e nelle istituzioni, grazie alla capacità di ridurre i costi, tra il 30 e il 70% rispetto alla formazione dei metodi classici, e  aumentare il coinvolgimento. In aggiunta, studi recenti evidenziano come la formazione in realtà virtuale possa essere fino a quattro volte più veloce rispetto ai metodi tradizionali, con un significativo miglioramento nella memorizzazione delle informazioni. Un dato che conferma l’efficacia di un approccio basato sull’esperienza diretta.

Selexi ha presentato queste soluzioni in diversi contesti internazionali, portando la propria tecnologia in eventi dedicati all’innovazione e alla sanità digitale. L’interesse crescente dimostra come la selezione e la formazione immersiva non siano più un’ipotesi futuristica, ma una realtà in espansione. “Stiamo assistendo a un cambiamento culturale – osserva l’azienda – Le organizzazioni chiedono strumenti più dinamici, capaci di valutare il potenziale delle persone e non solo le loro conoscenze teoriche”.

Quando la selezione entra nella realtà virtuale

Anche il mondo accademico guarda con attenzione a questa evoluzione. L’obiettivo è creare percorsi di apprendimento esperienziale, in cui gli studenti possano sperimentare situazioni reali già durante la formazione. Un approccio che prepara al lavoro in modo più efficace e che risponde alle aspettative delle nuove generazioni.

La realtà virtuale, dunque, non è soltanto un’innovazione tecnologica, ma un nuovo linguaggio della selezione. Trasforma il concorso in un’esperienza, la formazione in un laboratorio e la valutazione in un processo dinamico. Selexi, con i suoi visori VR e l’integrazione dell’intelligenza artificiale, si colloca in prima linea in questa trasformazione, proponendo un modello in cui l’immersività diventa sinonimo di trasparenza, efficienza e qualità.

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“Il futuro della selezione passa dall’esperienza”, concludono dall’azienda. La realtà virtuale consente così di costruire percorsi più equi, più realistici e più vicini alle esigenze del lavoro. In un mondo in cui le competenze evolvono rapidamente, la possibilità di valutarle in contesti simulati ma concreti rappresenta una svolta. Non più soltanto prove scritte, ma scenari in cui il candidato dimostra ciò che sa fare. E forse è proprio qui, tra tecnologia e realtà, che nasce il nuovo volto della selezione professionale.

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