Il tempo è il vero collo di bottiglia delle procedure di sovraindebitamento. Non tanto per la complessità delle norme, quanto per la difficoltà operativa che accompagna la costruzione delle pratiche. È questa la riflessione da cui prende forma il Metodo RIPARTO!, il modello sviluppato dall’avvocato Sebastiano Rametta dello Studio Legale Rametta, nato dall’esperienza diretta maturata nel settore delle procedure di sovraindebitamento.
Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza ha infatti ridisegnato in profondità il sistema delle procedure, introducendo strumenti più moderni, più articolati e, nelle intenzioni del legislatore, più accessibili. Eppure, a distanza di anni dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 14/2019, i tempi restano ancora lunghi. Difatti dal conferimento dell’incarico all’advisor fino all’ingresso nella fase giudiziale possono trascorrere dai sei mesi a un anno.
Un problema di metodo, non di norme
“Molti pensano che il problema sia normativo – spiega Rametta – ma chi lavora quotidianamente nel settore sa bene che il vero ostacolo è operativo. La fase preparatoria richiede una quantità enorme di dati, documenti e calcoli”.
L’advisor deve ricostruire il passivo del debitore, classificare i creditori per cause di prelazione, valorizzare l’attivo, elaborare un’ipotesi di piano di riparto in scenario liquidatorio, costruire il piano proposto, verificarne la convenienza rispetto all’alternativa liquidatoria, calcolare i compensi, e infine predisporre tutti i documenti e gli atti indispensabili: mandato, informativa privacy, preventivo, istanza, relazione del gestore, ricorso, che siano coerenti tra loro e coerenti con i dati elaborati.
Il problema, secondo il professionista, nasce soprattutto dalla frammentazione delle informazioni e dall’assenza di un metodo condiviso. I dati sono spesso distribuiti tra documenti eterogenei, i calcoli vengono eseguiti manualmente o tramite fogli Excel non integrati, mentre il continuo passaggio di informazioni tra advisors, OCC e gestori della crisi aumenta il rischio di errori e disallineamenti.
“Ogni singola attività, presa isolatamente, è gestibile – continua l’avvocato – ma quando manca un sistema strutturato il margine di errore diventa inevitabilmente elevato. E quando le pratiche arrivano agli OCC o ai tribunali con carenze documentali o incoerenze nei calcoli, i tempi si allungano ulteriormente. A rimetterci, alla fine, sono i debitori”.
Un modello operativo per un problema operativo
Da questa consapevolezza, sviluppata nella pratica quotidiana delle procedure, nasce il Metodo RIPARTO!, un modello operativo strutturato che si propone di affrontare il problema alla radice.
Il nome non è casuale. RIPARTO! è, prima di tutto, l’esclamazione di un debitore che ha finalmente ottenuto l’esdebitazione e può tornare a guardare al futuro con serenità. È anche, sul piano tecnico, il riferimento a uno degli elementi centrali di ogni procedura: il riparto, la distribuzione delle utilità ai creditori. Il duplice significato racchiude la filosofia del metodo: la ripartenza del debitore come obiettivo, la correttezza procedurale come strumento per raggiungerlo.
“Il Metodo RIPARTO! si fonda su tre principi operativi – spiega Rametta – Il primo è la centralizzazione dei dati: tutte le informazioni rilevanti della pratica vengono inserite una sola volta, in un unico ambiente operativo, e diventano immediatamente disponibili per tutte le elaborazioni successive. Il secondo è l’organizzazione del workflow: la costruzione della pratica segue un percorso logico e progressivo: dalle anagrafiche all’elenco dei creditori, dalla ricostruzione dell’attivo all’elaborazione del piano, dal test di convenienza alla generazione degli atti, senza salti o ridondanze. Il terzo è l’automazione delle operazioni meccaniche: calcoli dei compensi, classificazione dei creditori, elaborazione del piano di riparto in ipotesi liquidatoria e della proposta concordataria, integrazione automatica dei dati in tutti i documenti della procedura”.
Il Motore RIPARTO!
Il modello operativo trova la sua applicazione concreta nel Motore RIPARTO!, lo strumento che lo rende eseguibile. Si tratta di un ambiente digitale integrato attraverso il quale il professionista inserisce i dati della pratica una sola volta e ottiene in output, in modo automatico e coerente, tutte le elaborazioni e tutti gli atti necessari: dal preventivo al mandato, dall’istanza all’OCC alla relazione del gestore, fino al ricorso introduttivo della fase giudiziale.
Una caratteristica rilevante del sistema riguarda la sua impostazione di fondo. Il Motore RIPARTO! automatizza le attività meccaniche e ripetitive, ma lascia deliberatamente spazio al professionista su tutto ciò che richiede competenza e valutazione: la ricostruzione delle cause di sovraindebitamento, la scelta dello strumento di regolazione della crisi, la costruzione delle argomentazioni giuridiche sui presupposti di accesso e ammissibilità, la narrazione del caso. Ogni documento generato è personalizzabile. Per questo le parti narrative sono volutamente lasciate alla compilazione dell’utente.
“Questa scelta non è tecnica, ma concettuale – racconta l’avvocato – RIPARTO! non è un sistema che produce pratiche, ma uno strumento che aiuta i professionisti a produrle meglio. In altre parole, RIPARTO! aiuta i professionisti del sovraindebitamento a fare meglio ciò che sanno fare già. La distinzione è sostanziale”.
Un impatto che riguarda l’intero sistema
I vantaggi di un approccio operativo di questo tipo non si esauriscono nella sfera del singolo professionista.
Per gli advisors, la riduzione dei tempi di istruzione e l’eliminazione degli errori di calcolo si traducono in una maggiore capacità di gestire le pratiche e in una qualità complessivamente più elevata del lavoro prodotto. Per gli OCC e i gestori della crisi, pratiche più ordinate, dati più trasparenti e atti coerenti tra loro facilitano l’analisi, accelerano la predisposizione delle relazioni e contribuiscono a rendere più fluido l’intero procedimento. Per i tribunali, la chiarezza delle logiche di calcolo e la coerenza della documentazione riducono la necessità di integrazioni e semplificano il lavoro istruttorio.
Ma il beneficio più rilevante riguarda i debitori. Ridurre i tempi di costruzione e predisposizione delle pratiche significa, concretamente, abbreviare il percorso che li separa dall’esdebitazione. In un sistema in cui la tempestività dell’accesso agli strumenti di composizione della crisi è essa stessa un valore, perché incide sulla possibilità di preservare il patrimonio, di evitare l’aggravamento dell’esposizione, di tornare a operare sul mercato, ogni settimana risparmiata nella fase preparatoria ha un peso reale.
Una risposta nata dalla pratica
Il Metodo RIPARTO! non nasce da un’analisi teorica del sistema, ma dall’esperienza diretta di chi ha costruito pratiche di sovraindebitamento e ha sperimentato quotidianamente i limiti degli strumenti disponibili. “È, in questo senso, una risposta a un problema che molti professionisti del settore riconoscono e che, nella maggior parte dei casi, hanno affrontato con soluzioni personali e artigianali: fogli Excel, schemi di calcolo, modelli di atti. Strumenti utili, ma non integrati, non scalabili, non condivisibili”, conclude Rametta.
L’idea alla base di RIPARTO! è che un sistema strutturato, condiviso e basato su principi operativi chiari possa diventare uno standard del settore, non di certo per uniformare il ragionamento giuridico, che resta responsabilità esclusiva del professionista, ma per elevare la qualità operativa e ridurre i tempi medi di definizione delle pratiche.
È una proposta che merita attenzione, non solo da chi lavora quotidianamente nel sovraindebitamento, ma da chiunque abbia interesse a che il sistema funzioni meglio.
Per informazioni sul Metodo RIPARTO! e per richiedere una sessione dimostrativa: info@studiolegalerametta.it










