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Corsa degli Zingari 2026, a Pacentro il rito che chiude l’estate abruzzese

Settembre 3, 2026
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Settembre a Pacentro porta sempre lo stesso appuntamento, e ogni volta lo restituisce intatto. Domenica 6 settembre 2026 il paese ai piedi della Majella celebra la Corsa degli Zingari, il momento che chiude ufficialmente l’Estate Pacentrana e riporta il borgo al centro della sua identità più profonda. 

Un rito che la comunità vive dall’interno, e che proprio per questo riesce a farsi conoscere anche fuori dai confini locali. Chi arriva a Pacentro in questi giorni trova un paese che si prepara con la stessa cura silenziosa con cui una famiglia prepara una festa importante.

01.09.2026 LOCANDINA TRAIL

Dalla Pietra Spaccata alla Chiesa della Madonna di Loreto

La domenica di Pacentro cresce di intensità ora dopo ora. Le celebrazioni civili e religiose aprono la giornata, seguite dalla processione che attraversa le vie del borgo, dalla gara degli Zingarelli dedicata ai più piccoli e dal lancio dei paracadutisti con il Tricolore, uno spettacolo che accende il cielo sopra Pacentro poco prima del momento più atteso. Ogni passaggio del programma prepara il paese all’evento che tutti aspettano, la Corsa degli Zingari, culmine di una giornata costruita per crescere fino all’apice.

Il rito comincia alla Pietra Spaccata, il punto più alto da cui i corridori si gettano a piedi nudi lungo i sentieri ripidi e sassosi del Colle Ardinghi. La discesa è rapida e violenta, un susseguirsi di pietre e terra battuta che mette a dura prova le caviglie e la resistenza dei concorrenti. Superata questa prima prova, i corridori raggiungono il fiume Vella e lo attraversano, lasciandosi alle spalle la parte più selvaggia del tracciato per affrontare l’ultima, faticosa risalita verso il centro storico. È una salita che toglie il fiato, stretta tra i vicoli di pietra del paese, fino a sfociare nella piazza dove sorge la Chiesa della Madonna di Loreto, traguardo e insieme cuore simbolico dell’intera manifestazione.

Qui la corsa trova la sua conclusione naturale. I piedi dei corridori vengono medicati sul posto, nei pressi dell’altare, mentre il paese si stringe attorno al vincitore per la proclamazione. Il premio è il Palio, una stoffa che un tempo veniva utilizzata per cucire il vestito buono, un gesto che lega ancora oggi la vittoria sportiva a un’usanza antica e concreta. 

Una manifestazione che cresce senza perdere la propria identità

Negli ultimi anni la Corsa degli Zingari ha intrapreso un percorso di crescita fondato su ricerca storica, relazioni istituzionali e comunicazione più strutturata. Il merito va in gran parte alla guida del Presidente dell’Associazione Culturale Corsa degli Zingari, Giuseppe De Chellis, che ha saputo affiancare all’innovazione un rispetto rigoroso per l’autenticità del rito. 

Da questo percorso sono nati il Trail degli Zingari e il progetto digitale Corsa degli Zingari Experience, pensati per allargare lo sguardo sulla tradizione senza intaccarne la sostanza. Il 14 luglio 2026 la manifestazione è stata presentata ufficialmente alla Camera dei Deputati, un riconoscimento che ha portato la Corsa all’attenzione nazionale. 

A questo si aggiunge il riconoscimento della Regione Abruzzo, che attraverso una specifica previsione legislativa ne ha sancito la rilevanza culturale, turistica e identitaria.

Il Trail degli Zingari, la nuova sfida tra Morrone e Majella

Ad anticipare la rinomata Coesa degli Zingari, sabato 5 settembre prende il via la prima edizione del Trail degli Zingari, una competizione che porta per la prima volta lo sport di montagna dentro il calendario della manifestazione. L’idea nasce in seno all’Associazione Culturale Corsa degli Zingari, per volontà di Simone Di Loreto e Luca Viviani, referenti tecnico-sportivi che da anni conoscono ogni sentiero della montagna pacentrana. 

Il loro obiettivo è stato affiancare alla storica tradizione un appuntamento sportivo capace di valorizzare il patrimonio naturale della Majella e del Morrone, senza mai forzarne il carattere.

La gara si sviluppa su due percorsi pensati per esperienze diverse. Il tracciato principale misura 25 chilometri con 1.650 metri di dislivello positivo, un percorso tecnico che alterna boschi, creste e pietraie, mettendo alla prova gli atleti più esperti. Accanto ad esso corre il percorso di 16 chilometri con 800 metri D+, più breve ma comunque intenso, pensato per chi vuole avvicinarsi al Trail senza rinunciare all’essenza della corsa in montagna.

CIV REL 2026 leggero.pdf

Il significato di un nome che racconta un’epoca

Nel dialetto pacentrano, “zingari” indica le persone che corrono vestite di pochi stracci, prive di qualunque segno distintivo, e racchiude in sé una condizione precisa, quella di chi si spoglia di ogni distinzione sociale per gettarsi nella corsa. 

È proprio questo dettaglio che gli storici considerano centrale per comprendere il senso più antico della manifestazione, perché nella corsa i ruoli sociali si azzerano e restano soltanto la fatica, il coraggio e la fede. Le origini vengono fatte risalire al Medioevo, e tra le ipotesi più accreditate figurano il legame con la traslazione della Santa Casa di Loreto, il reclutamento di uomini per le truppe di Giacomo Caldora, feudatario del paese, e una lettura socio-economica che vede nella corsa un’antica forma di riscatto per gli strati più umili della popolazione.

Ma oltre il programma, oltre le date e le leggende, resta un elemento che nessuna scaletta riesce davvero a descrivere, ed è proprio in questo elemento che la Corsa degli Zingari trova il suo significato più autentico. È l’attesa che si respira nei giorni precedenti, la partecipazione delle famiglie che accompagnano chi corre, l’orgoglio con cui Pacentro custodisce un rito che considera parte della propria identità. 

In quei momenti la Corsa smette di essere un evento da calendario e torna a essere ciò che è sempre stata, un patto rinnovato tra la comunità e la sua storia. Custodire questa tradizione, del resto, non significa soltanto ripeterla, ma comprenderla, proteggerla e trasmetterla intatta a chi verrà dopo. 

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