Venezia – Sabato 5 settembre, mentre il Lido vive le giornate dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, lo spazio della Regione del Veneto e della Veneto Film Commission all’Hotel Excelsior ha ospitato la presentazione del nuovo festival dedicato al cinema e alle Colline del Prosecco.
Un debutto scelto con una certa precisione. Venezia rappresenta uno dei grandi crocevia mondiali del cinema; poco più a nord, tra Conegliano e Valdobbiadene, esiste un paesaggio che dal 2019 figura nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Mettere in relazione questi due luoghi significa già dichiarare quale sarà una delle idee centrali della manifestazione: fare del territorio una parte del racconto cinematografico, e non semplicemente lo sfondo sul quale montare un red carpet.
La Mostra del Cinema di Conegliano – Colline del Prosecco nasce dalla direzione artistica della giornalista e conduttrice Claudia Conte e del manager culturale Maximilian Law, affiancati dalla direttrice operativa Valentina Vendrame. La prima edizione è in programma dal 2 al 4 ottobre 2026.

A ricoprire il ruolo di presidente onorario sarà Giorgio Pasotti, attore e regista con una carriera ormai trentennale nel cinema e nella televisione italiana. La sua presenza offre alla nuova manifestazione un primo punto di contatto forte con autori, interpreti e professionisti del settore.
Alla presentazione veneziana hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni. Tra gli interventi annunciati, quello di Valeria Mantovan, assessore alla Cultura, Istruzione e Pari opportunità della Regione del Veneto, di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, e del sindaco di Conegliano Fabio Chies.
Dietro la nascita della Mostra c’è un’intuizione semplice da capire guardando il territorio. Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono un paesaggio costruito nei secoli dall’intervento dell’uomo: vigneti, piccoli centri abitati, boschi, pendii e quei caratteristici “ciglioni” che hanno contribuito al riconoscimento UNESCO.
È un’identità già conosciuta nel mondo attraverso il vino e il turismo. Il cinema può aggiungere un altro livello di racconto. Ed è qui che il progetto di Conegliano prova a trovare una propria fisionomia.
La manifestazione vuole infatti portare sulle colline anteprime cinematografiche, incontri con registi, autori e interpreti, serate di gala, premiazioni e talk, creando occasioni di confronto dedicate anche alla produzione audiovisiva, al paesaggio, alla cultura e alle eccellenze italiane.
Per tre giorni, dal 2 al 4 ottobre, il festival cercherà così di mettere nella stessa stanza mondi che spesso viaggiano paralleli: cinema, istituzioni, imprese, patrimonio culturale, ospitalità e promozione territoriale.
Fabia Maserati e il racconto del Made in Italy
La presentazione all’Excelsior ha introdotto anche un altro elemento destinato a caratterizzare la Mostra: il rapporto tra cinema e grandi storie italiane.
Nel corso dell’appuntamento è stato previsto il conferimento del Premio Eccellenza del Made in Italy a Fabia Maserati, legando simbolicamente la nascita del festival alla storia di una delle famiglie che hanno contribuito alla costruzione di un marchio italiano conosciuto in tutto il mondo.

Il riconoscimento arriva mentre il cinema internazionale torna a occuparsi proprio della vicenda dei fratelli Maserati con “Maserati: The Brothers”, film diretto dal premio Oscar Bobby Moresco e prodotto da Andrea Iervolino.
Automobili, industria, design, memoria familiare e cinema finiscono così nello stesso racconto. È una direzione che dice qualcosa anche dell’identità che Conegliano vuole costruire: utilizzare lo schermo per raccontare ciò che rende l’Italia riconoscibile fuori dai propri confini, partendo dalle persone e dalle storie che stanno dietro a un marchio, a un luogo o a un’impresa.
Una Mostra che nasce dentro una rete
Il progetto non camminerà da solo. La manifestazione ha il patrocinio del Comune di Conegliano, vede l’Associazione culturale Artiglio come partner operativo e Ice Agency come partner per la consulenza strategica.
Sul fronte della comunicazione saranno coinvolti come media partner i portali del Think Tank Eurocomunicazione, mentre Ca’ del Poggio, resort immerso nelle Colline del Prosecco e luogo già noto anche agli appassionati di ciclismo per il passaggio del Giro d’Italia, sarà hospitality partner della manifestazione.
Proprio a Venezia è stata inoltre presentata una prima anticipazione di FederCinema, il nuovo network di festival al quale aderisce anche la Mostra del Cinema di Conegliano e che vede ancora Claudia Conte e Maximilian Law tra le figure di riferimento.
L’obiettivo dichiarato è costruire collegamenti tra festival e realtà culturali, creando occasioni di collaborazione in Italia e all’estero anziché lasciare ogni manifestazione isolata nel proprio calendario.
Nel corso della presentazione gli organizzatori hanno richiamato anche il recente coinvolgimento di Maximilian Law nell’ambito dello United Nations Global Marketplace (UNGM) come consulente strategico e le attività dedicate alla promozione culturale dei diritti umani, coordinate in Italia da Martina Manfredini, anche in rappresentanza di United Planet Foundation, ONG accreditata presso l’Economic and Social Council delle Nazioni Unite.
È un asse che FederCinema punta a sviluppare utilizzando film e documentari anche come strumenti di sensibilizzazione su questioni sociali e diritti umani.
Dal Lido a Conegliano
Adesso il passaggio concreto sarà quello da Venezia a Conegliano.
Dal 2 al 4 ottobre le idee presentate all’Excelsior prenderanno forma davanti al pubblico. Il programma annunciato prevede proiezioni e anteprime, incontri con protagonisti del cinema, serate di gala, premi e momenti di approfondimento.
Accanto agli appuntamenti cinematografici troveranno spazio iniziative pensate per far conoscere le Colline del Prosecco e la loro identità culturale.
Ed è probabilmente questa la sfida più interessante della nuova manifestazione. In Italia i festival cinematografici sono numerosi; un nuovo appuntamento ha bisogno di qualcosa che lo renda riconoscibile dopo la prima edizione, quando le luci della presentazione si sono spente.
Conegliano ha già una risposta possibile davanti agli occhi: un territorio con un’identità potentissima, riconosciuto dall’UNESCO e conosciuto internazionalmente.
Il lavoro del festival sarà trasformare quella geografia in storie, relazioni e narrazione cinematografica.










