Appena varcata la soglia di Tiz Cucina e Sofà, ci si sente accolti come in un salotto di amici, dove il profumo del ragù si mescola al calore di una chiacchierata sincera. È questo il segreto del ristorante romano guidato da Tiziana Dazzi, che ha fatto della sua cucina un racconto di vita e di stagioni.
Per lei, cucinare è un atto di verità, un modo per esprimersi e, al tempo stesso, per accogliere. “Volevo un ristorante dove i clienti si sentissero a casa, in un ambiente rilassato e informale. Qui non ci sono standard da seguire, ma emozioni da condividere”, racconta. E lo si percepisce in ogni dettaglio del suo sogno divenuto realtà, dai colori caldi delle pareti agli arredi vintage, fino ad arrivare ai quadri di artisti locali come Martina Vanda e Alessandra Tantillo.
Ma è la cucina, naturalmente, la vera punta di diamante del locale. E con il nuovo menù studiato per la prossima stagione, Tiziana rinnova la sua promessa di portare in tavola sapori autentici, frutto di una selezione attenta delle materie prime e di un legame profondo con il territorio.
Dall’ufficio ai fornelli
La storia di Tiziana è quella di una donna che ha saputo reinventarsi con passione e determinazione. Dopo una laurea e una carriera nella comunicazione, la padrona di casa ha deciso di lasciare la scrivania per seguire il richiamo dei fornelli.
“È successo per caso – racconta – Ho frequentato un corso professionale serale, poi mi sono alzata all’alba per lavorare in un bistrot del quartiere Monti, prima di andare in ufficio. Lì ho capito che cucinare per qualcuno era ciò che mi rendeva felice”.
Dopo anni di esperienza nelle cucine di altri ristoratori e una pandemia che le ha dato tempo per riflettere, è nata l’idea di Tiz Cucina e Sofà. Un progetto che unisce la tecnica appresa accanto a maestri come Massimo Riccioli, Francesco Apreda, Iside De Cesare e Roy Caceres, con un approccio umano e accogliente, in cui ogni piatto diventa un ricordo da condividere.
La filosofia del nuovo menù
Il nuovo menù è un inno alla freschezza e alla rinascita. Un equilibrio tra piatti della tradizione e creazioni contemporanee, pensati per raccontare la stagione attraverso colori, profumi e consistenze.
Gli antipasti aprono il percorso con un invito alla convivialità. Il tagliere di salumi e formaggi a km 0 con gnocco fritto e frutta secca è un ritorno alle origini, un omaggio all’infanzia di Tiziana nella campagna parmense. Accanto, la vellutata di zucca mantovana con patate, semi di zucca e funghi porcini racconta la delicatezza di un gusto che conforta, mentre il petto di piccione su crostone di polenta, riduzione di Rosso Piceno e cipolla caramellata regala un tocco di eleganza rustica.
Non mancano le sorprese, come il carciofo farcito con baccalà mantecato e olio al prezzemolo o la ceviche di pescato marinata con leche de tigre, crema di avocado e puntarelle. Un ponte ideale tra il Mediterraneo e l’America Latina, firmato con la sensibilità italiana per l’equilibrio dei sapori.
Primi piatti, il comfort del ricordo
Nella sezione dei primi, la strada culinaria di Tiziana si fa chiara. “Ci sono piatti che non si possono togliere, come la carbonara. Ma si può fare bene, con ingredienti eccellenti”, spiega.
Ecco allora i rigatoni artigianali alla carbonara con Le Uova di Arianna, pasta Lagano trafilata al bronzo, guanciale di Amatrice e pecorino romano DOP. La semplicità diventa così sinonimo di qualità.

Accanto ai classici romani — amatriciana, cacio e pepe, genovese — il menù accoglie piatti che raccontano l‘autunno. Il risotto con crema di topinambur, tartare di gamberi rossi, lime e rum è una carezza agrumata che gioca con le consistenze, mentre gli anolini al parmigiano in brodo di carne riportano in tavola il sapore dell’infanzia, un vero “comfort food” delle giornate di pioggia.
E per chi ama i sapori decisi, ecco lo spaghettone aglio, olio, alici, puntarelle e taralli piccanti, reinterpretazione audace della più classica delle ricette italiane. Una combinazione che, come racconta Tiziana, “sorprende sempre i clienti per la sua intensità e freschezza”.
Secondi piatti, equilibrio tra cuore e tecnica
Nei secondi, la cucina di Tiz Cucina e Sofà mostra la sua maturità. La guancia di vitello brasata al Cesanese con patate dolci arrostite racconta la lentezza e la precisione della cottura perfetta, il filetto di pescato con salmoriglio, purea e chips di carciofi parla di mare e di leggerezza.
Per i palati più curiosi, i bocconcini di baccalà in tempura con scarola, olive, pinoli e salsa all’aglio nero uniscono croccantezza e profondità, mentre il flan di spinaci, patate e tofu con zucca arrostita e funghi chiodini mostra attenzione alle esigenze vegetariane e vegane, senza rinunciare al gusto. E poi ancora zuppa di cipolle, l’iconica trippa alla romana e le ribs di maiale in salsa bbq.
Le materie prime sono sempre protagoniste. La carne arriva della rinomata macelleria Feroci, i formaggi da piccoli produttori locali, le uova bio e i distillati di eccellenza come il Gin GUD, di cui il ristorante è ambassador. Tutto racconta una filiera trasparente, un rapporto diretto con chi produce, in nome di una cucina sostenibile e consapevole.
Dolci ricordi
Ogni percorso gastronomico dovrebbe concludersi con un sorriso, e i dessert di Tiz Cucina e Sofà fanno proprio questo. Dal Tirami-più-su alla Pavlova, dal Mont Blanc al bicchiere alla cheesecake al caramello salato, ogni dolce è un piccolo viaggio nella golosità.
Ma è il babà al rum con panna montata a rubare la scena, un classico intramontabile che sa di festa, di risate condivise e di brindisi improvvisati. Per chi invece preferisce la leggerezza, il carpaccio di ananas con vincotto e nocciole chiude il pasto con una nota fresca e profumata.
“Il mio obiettivo è rendere felice la mia clientela, continuare a proporre novità senza perdere l’anima del locale”, dice Tiziana. Ogni stagione porta un menù nuovo, ogni piatto una storia diversa. Eppure, la sensazione è sempre la stessa. Quella di sedersi sul sofà di casa, con un buon bicchiere di vino e la certezza che, da Tiziana, il gusto non è mai solo una questione di sapori, ma di cuore.










