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Martina Lupi torna alla Casa del Jazz: un suono nudo intorno alla parola

Marzo 19, 2026
3 mins read

Ci sono album che nascono in un cassetto. Non per indugio, ma per pudore. Quel pudore sottile che appartiene alle cose troppo intime per essere esposte prima del tempo giusto. Dannate Salvatrici, primo disco solista della cantautrice e compositrice Martina Lupi, è esattamente questo: un’indagine antropologica sull’universo femminile, un rito di passaggio che attraversa archetipi, miti e storie di donne, dal fuoco alla libertà.

Virginia Rifilato

Incontriamo Martina Lupi per la nostra intervista su una terrazza del Pincio, dove la statuaria compostezza della Città Eterna fa da armonico controcanto alla vibrante energia di questa preziosa cantautrice.

Il live di presentazione alla Casa del Jazz

L’album esce il 27 marzo, data che coincide con il live di presentazione alla Casa del Jazz di Roma, alle 19:30. Un appuntamento che si preannuncia come uno degli eventi più attesi della stagione musicale capitolina.

Lupi arriva a questo progetto dopo vent’anni di scrittura e ricerca con il quartetto Tupa Ruja, fondato nel 2006 insieme a Fabio Gagliardi. Le canzoni di Dannate Salvatrici sono state composte in parallelo a quel lavoro, ma conservate a lungo, tenute al riparo dal mondo.

A convincerla a portarle alla luce è stato il violinista e autore Michele Gazich, con il quale aveva partecipato al Premio Anacapri Bruno Lauzi – Canzone d’autore, interpretando sul palco il brano La distanza, che arrivò nella cinquina dei finalisti e vinse il premio per il miglior arrangiamento.

Durante il viaggio di ritorno, Gazich ascoltò gli inediti in macchina e le disse, con la chiarezza di chi riconosce il valore di ciò che ha davanti: «Tu le devi registrare, e fare un album a tuo nome, perché queste canzoni devono trovare spazio nel mondo».

Martina Lupi Dannate salvatrici 1

L’album Dannate Salvatrici

Parlando della lunga genesi dei brani che hanno poi costituito questo album, la cantautrice racconta: «Volevo che venisse data importanza alla parola, e che il suono fosse nudo intorno alla parola».

Il disco si apre con Fiamma, che racconta la Giovanna d’Arco che abita tutte noi: la donna giudicata, soggetta al dolore inflitto dagli altri, che percorre la prova del fuoco per arrivare alla propria liberazione. È stata la prima canzone scritta da Lupi in assoluto, arrangiata dall’autrice anche in versione francese e spagnola.

«L’album si chiude idealmente con Pasarero, brano del compositore argentino Carlos Aguirre, che ho scelto perché racconta la donna capace di portare con sé il popolo verso una liberazione collettiva: una trasmutazione totale, qualcosa che si estende e diventa altro da noi», prosegue Lupi durante la nostra intervista.


La videointervista a Martina Lupi

I musicisti: Gwis, Gazich, Lotini

Tra i musicisti che “abitano” il disco, perché è questo il verbo giusto, c’è Alessandro Gwis al pianoforte, collaboratore di lunga data, il cui suono inconfondibile non accompagna la parola, ma la abita, offrendo a ogni performance la possibilità di rinnovarsi.

Michele Gazich, straordinario violinista caro a Lupi, ha impreziosito tre tracce: Fiamma, Khorakhané – un canto in lingua rom tratto da un brano di Fabrizio De André – e Realtà non è, ispirata alla poesia Caminante no hay camino dello spagnolo Antonio Machado, che riflette su come tutto ciò che conta risieda nella realtà inafferrabile, quella che nell’animo femminile riesce sovente a lasciare traccia.

Mattia Lotini, già chitarrista del quartetto Tupa Ruja, ha curato con raffinata sensibilità gli arrangiamenti di chitarre e basso elettrico, oltre al mixaggio dell’intero album Dannate salvatrici.

L’archetipo della curandera

Tra tutti i brani, Lupi confessa un’affezione particolare per My Perfect Breath, dove ha individuato l’archetipo della curandera, colei che diventa guaritrice di sé prima ancora che degli altri, capace di individuare la genesi del dolore e trasformarlo in respiro che cura. «Se abbiamo una respirazione consapevole», dice, «siamo in contatto con noi stessi e con qualcosa di più grande di noi. Credo molto nel respiro che cura».

Martina Lupi Dannate salvatrici 1 1

Il suono nudo intorno alla parola

Nei suoi live, Lupi è solita portare sul palco strumenti come il didgeridoo e il tamburo sciamanico, che creano una trascendenza fisica: le vibrazioni superano la soglia del conscio e pervadono il corpo in modo più diretto.

In studio, invece, ha scelto la nudità del suono intorno alla parola, differenziando consapevolmente questo progetto dalla ricerca etnomusicologica dei Tupa Ruja.

Il disco sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e, nel formato CD, nei negozi di musica e direttamente agli eventi live, dove ogni copia venduta significherà anche un contatto umano tra l’artista e il suo pubblico.

Il libretto è stato curato personalmente da Lupi nella grafica e nei testi, con un QR Code che rimanda a una pagina riservata del suo sito, ricca di approfondimenti e significati nascosti delle canzoni.

«Siete tutti invitati il 27 marzo alla Casa del Jazz», conclude, «le donne che si sentono chiamate in causa da questo disco, e gli uomini che hanno il desiderio di stare accanto a donne consapevoli di essere speciali». Una serata che nasce da un cassetto e restituisce al mondo qualcosa di inaspettato: la luminosità che solo le cose preziose, preservate a lungo nel buio, portano con sé.

Foto: ©Federica Pietrangeli


Un grazie speciale a Padre Claudio Zonta e La Civiltà Cattolica

Virginia Rifilato

Giornalista del Quotidiano La Voce e Direttrice de Il Circolo del Golf, è collaboratrice di InsideMagazine dal 2020

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Laureata in Lettere con la specializzazione in Editoria e Giornalismo presso l'Università degli Studi Roma Tre, e diplomata anche presso la Scuola di Scrittura Omero, Virginia Rifilato è una giornalista di grande talento e esperienza, con una solida carriera nel campo del giornalismo e delle collaborazioni con importanti media nazionali come La Repubblica, come editor nell'industria cinematografica e televisiva per importanti canali satellitari e terrestri come Sky e Tim Vision, e collaboratrice di alcune emittenti radiofoniche di spicco, tra cui Radio 3 e Dimensione Suono Roma.

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All'interno del magazine InsideMagazine, Virginia ha il compito di curare le interviste di punta, offrendo ai lettori un'esperienza avvincente e coinvolgente. La sua passione per la scrittura e la sua capacità di raccontare storie affascinanti, oltre alla sua abilità nel creare domande incisive e nel catturare l'essenza delle personalità intervistate, la rende una risorsa di grande valore per la redazione.

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