Il calcio “sospeso” degli italiani

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Dopo il lungo stop dello scorso campionato, con conseguente tour de force tra giugno e luglio per completare la stagione ed il rinvio degli europei, il Coronavirus è tornato a “minacciare” il mondo del calcio.
Un mondo che ha già risentito del primo stop, con perdite economiche dovute ai mancati incassi del botteghino e vendite diminuite per quanto riguarda il merchandising. Una perdita che ha anche influito sul calciomercato, più povero e incentrato su scambi e prestiti o colpi al “risparmio.


Ma nonostante tutto ciò il campionato è ricominciato, con già due giornate disputate. Sembrava essere tornato tutto a un’apparente normalità, ma il Covid 19 ha bussato nuovamente alle porte della Serie A minacciando un nuovo stop.
La prima società ad essere maggiormente colpita è stata il Genoa, con 19 postivi tra le proprie fila tra giocatori e staff. Sono quattordici i giocatori liguri positivi: Perin, Marchetti, Zappacosta, Luca Pellegrini, Cassata, Lerager, Melegoni, Radovanovic, Schoene, Behrami, Pjaca, Brlek, Zajc e Destro. Gran parte della rosa colpita dal virus e che ha costretto il Genoa a chiedere il rinvio del prossimo match di campionato contro il Torino oltre che far interrompere ai liguri le attività agonistiche nel proprio centro sportivo fino al prossimo lunedì.
Una situazione anomala, che non si era mai verificata e ha portato i vertici della Lega Serie A a riunirsi per decidere il da farsi. Al termine del Consiglio di Lega si è deciso che il match tra i rossoblu ed i granata verrà rinviato a data da destinarsi e che da oggi in poi verranno utilizzate le regole stabilite dall’Uefa per le competizioni facenti parte della Federazione.

Regole semplici ma chiare:
se una squadra avrà nel suo organico almeno tredici giocatori sani tra cui un portiere dovrà regolarmente disputare il proprio match. I tredici giocatori dovranno essere conteggiati tra quelli a cui è stato assegnato un numero di maglia durante la presentazione delle liste.
ogni squadra avrà a disposizione un bonus, ovvero potrà chiedere il rinvio di una partita una sola volta a stagione qualora avesse almeno 10 giocatori positivi nella stessa settimana. Una volta utilizzato questo bonus non si potranno avere ulteriori rinvii e, se una squadra che ha già utilizzato tale bonus non ha i tredici giocatori a disposizione, perderà il match a tavolino con il risultato di 3-0.
il bonus potrà essere utilizzato anche in Coppa Italia. Le quattro squadre che si qualificheranno alle semifinali potranno usufruire di un secondo bonus da utilizzare solo in queste gare decisive.

Bonus che il Genoa ha già utilizzato e, di conseguenza, non ne avrà altri a disposizione fino al termine della stagione.
Si è invece “salvato” il Napoli, che domenica scorsa ha ospitato al San Paolo proprio il Genoa sceso in campo con 5 positivi al Covid, tutti asintomatici e non ancora riconosciuti come tali visti gli esiti negativi dei tamponi effettuati il giorno prima della partenza. I partenopei, che si stanno sottoponendo a tamponi ogni due giorni, hanno per ora due positivi tra le proprie fila: Zielinski ed un membro dello staff. Domani per i campani sarà previsto un nuovo giro di tamponi per determinare quanti positivi vi saranno (sperando non aumenti il numero di quelli attuali) e capire così come comportarsi in vista del big match contro la Juventus.

Una situazione non piacevole e che rischia di compromettere il prosieguo del campionato come successo la scorsa stagione. Questa volta però la Serie A si è fatta trovare pronta, prendendo le giuste contromisure per evitare il diffondersi del virus tra gli sportivi grazie anche alla collaborazione delle società, sempre attente a monitorare i propri giocatori e membri dello staff. La riapertura parziale degli stadi ha dato anche un segnale di “quasi” ritorno alla normalità, sempre tenendo conto di distanze e uso di mascherine che fanno parte ormai della nostra quotidianità. Un impegno costante e meticoloso, volto a non far interrompere la stagione, a rendere le domeniche degli appassionati ricche di svago e di passione per i propri colori. A far “distrarre” i tifosi dalle ansie e le preoccupazioni per questo virus che da poco meno di un anno è entrato a far parte del nostro vivere.


Una Serie A che vuole sancire il ritorno alla gioia dopo mesi di lockdown e lacrime, una Serie A che vuole dare spensieratezza alle persone ma allo stesso tempo ricordare che la prevenzione ed il rispetto delle regole potranno fare la differenza in questa lotta al virus. Una Serie A che, come tutti noi e come tutte le federazioni, si augura che questo male venga definitivamente debellato e che non colpisca più nessun essere umano.
Perché a prescindere dal tifo adesso si gioca tutti nella stessa squadra, tutti uniti e determinati a dare un calcio al Covid.

Giornalista pubblicista dal 2015. Nato a Catanzaro ma romano di adozione. Appassionato di sport e tutto quello che vi gira intorno. Mi piace trasmettere la mia passione per lo sport tramite la scrittura. Lettore accanito e divoratore di Serie TV. Ex giocatore di Football Americano

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